(affari e finanza)
secondo lo studio condotto da scenari immobiliari, dopo anni di crescita costante sono calati gli investimenti degli italiani nel mattone estero (-20% a inizio anno rispetto allo stesso periodo del 2008). complice il crollo delle quotazioni immobiliari, attrae ancora il mercato statunitense, dove sono state concluse il 28% delle transazioni da inizio anno. il crollo della sterlina riposiziona il mercato britannico, dove gli acquisti sono aumentati del 2% a inizio 2009. una novità è rappresentata dall’immobiliare irlandese, che raccoglie il 5% delle transazioni affettuate. quanto alle tipologie abitative, gli italiani preferiscono acquistare nelle zone centrali delle grandi città (45%), in quelle di pregio (30%) oppure nelle aree semicentrali (25%). le soluzioni più ricercate hanno un’ampiezza di 45-60 m2 (45%). seguono le abitazioni dai 60 ai 120 m2 (38%), dai 120 ai 150 m2 (12%), mentre solo il 5% degli investitori opta per case più grandi di 150 m2. i compratori sono soprattutto imprenditori (38%) e professionisti (25%), ma non mancano dirigenti (18%) e commercianti (13%)
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venerdì 6 marzo 2009
manie da ricchi: collezionare case in italia
(New York times.com)
c’è chi colleziona francobolli, chi preferisce soprammobili e chi adora le miniature. ma toni hilton, facoltosa e stravagante signora americana, preferisce collezionare case nel nostro paese, per la precisione, nella zona del monferrato. dal 1997 ad oggi, lei e il marito hanno già acquistato 4 proprietà vicino a san secondo, a circa 55 km da torino, che affittano solo per brevi periodi durante l’anno
c’è chi colleziona francobolli, chi preferisce soprammobili e chi adora le miniature. ma toni hilton, facoltosa e stravagante signora americana, preferisce collezionare case nel nostro paese, per la precisione, nella zona del monferrato. dal 1997 ad oggi, lei e il marito hanno già acquistato 4 proprietà vicino a san secondo, a circa 55 km da torino, che affittano solo per brevi periodi durante l’anno
venerdì 28 novembre 2008
ecco perchè è così difficile vendere una casa negli stati uniti
il 29% delle vendite di case registrate negli stati uniti a ottobre erano derivanti da esecuzioni ipotecarie realizzate principalmente dalle banche. un altro 12% erano vendite con forti sconti (short sales) applicati da proprietari che vendono al di sotto del valore del proprio mutuo come misura disperata per evitare il pignoramento dell'immobile. per riassumere, più di 4 immobili su 10 sono stati trasferiti da persone o entità altamente motivate a liberarsi rapidamente della propria casa, per i quali realizzare il massimo da una vendita non è al momento prioritario. ciò spiega quanta fatica facciano oggi i venditori a trovare acquirenti
domenica 21 settembre 2008
Annunciato il commissariamento di Freddie Mac e Fannie Mae

(Guardian)
Il governo Americano salva Freddie Mac e Fannie Mae, le due maggiori banche di mutui del paese travolte dalla crisi dei subprime.
Il ministro del tesoro Henry Paulson ha annunciato il commissariamento delle due agenzie semipubbliche di prestiti ipotecari a rischio di fallimento, una delle più costose operazioni di salvataggio del settore privato mai avvenute.
Entrambi i management sono stati rimpiazzati e sono in arrivo nuovi capitali per rilanciare le due aziende, il piano di salvataggio ha potuto contare sul pieno appoggio di Bernake, numero uno della Federal Riserve.
I due colossi americani gestivano fino a poco tempo fa la metà dei mutui aperti negli stati uniti, ma la crisi dell’ultimo anno ha portato i loro conti in rosso generando debiti per 14 miliardi di dollaria
sabato 30 agosto 2008
Crolli record per il mattone U.S.A.

(ilsole24ore)
Negli stati uniti l'indice case-shiller che misura il prezzo delle case nelle prime 20 città americane è crollato del 15,9% annuo in giugno.
si tratta del diciottesimo calo consecutivo, il più sensibile nella storia dell'indice. nonostante il calo record del prezzo delle case su base annua, il settore immobiliare USA sembra dare qualche segnale di ripresa: nelle 20 maggiori aree metropolitane i valori sono scesi dello 0,5% rispetto al mese di maggio (-0,9%), pochissimo se confrontato ai crolli del 2-2,5% registrati a inizio 2008.
In 9 città su 20 si è registratto addirittura incremento dei prezzi.
Le vendite di case nuove a luglio sono cresciute del 2,4%, incrementi del 3,1% il mattone già esistente. segnali confortanti dunque, tuttavia le compravendite hanno segnato a luglio una consistente frenata, -13% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso
venerdì 11 luglio 2008
Affondano le speranze di un immediato recupero del mattone USA
(Financial times)
le speranze di una ripresa del tribolato mercato statunitense sembrano momentaneamente congelate dopo la pubblicazione di una inattesa e brusca caduta delle vendite immobiliari nel mese di maggio (-4,7%). l'indice dell'associazione nazionale di agenti immobiliari (nar), che rileva il numero di compromessi tra acquirenti e venditori è sceso dell'88,9% ad aprile e dell'84,7% a maggio. le buone performance di aprile avevanno riacceso le speranze di un rapido recupero del mercato immobiliare anche perchè i procacciatori di affari si erano riattivati per acquistare a buon mercato case economiche nelle zone colpite più duramente dalla crisi dei prestiti spazzatura. inoltre, i piccoli progressi dei prezzi degli immobili in alcune grandi città, come boston o chicago, tra marzo e aprile avevano contribuito a generare del cauto ottimismo. ora molti economisti fanno marcia indietro e affermano che è ancora è presto per parlare di inversione di tendenza del settore immobiliare
le speranze di una ripresa del tribolato mercato statunitense sembrano momentaneamente congelate dopo la pubblicazione di una inattesa e brusca caduta delle vendite immobiliari nel mese di maggio (-4,7%). l'indice dell'associazione nazionale di agenti immobiliari (nar), che rileva il numero di compromessi tra acquirenti e venditori è sceso dell'88,9% ad aprile e dell'84,7% a maggio. le buone performance di aprile avevanno riacceso le speranze di un rapido recupero del mercato immobiliare anche perchè i procacciatori di affari si erano riattivati per acquistare a buon mercato case economiche nelle zone colpite più duramente dalla crisi dei prestiti spazzatura. inoltre, i piccoli progressi dei prezzi degli immobili in alcune grandi città, come boston o chicago, tra marzo e aprile avevano contribuito a generare del cauto ottimismo. ora molti economisti fanno marcia indietro e affermano che è ancora è presto per parlare di inversione di tendenza del settore immobiliare
La reazione del mercato Americano alla sovrabbondanza di case vuote.
(the Economist)
al termine del primo trimestre del 2008 nel mercato statunitense c'erano 2,3 milioni di case vuote con un incremento di 160 mila unità abitative rispetto alla fine del 2007.
questo surplus di offerta continua a far calare i prezzi rendendone difficile la stabilizzazione. la situazione ha generato alcune situazioni davvero paradossali: per esempio in un quartiere semi-abbandonato di atlanta, gli speculatori, non potendo vendere le case, hanno pagato delle persone senza casa perchè le occupassero.
lawrence lindsey dell'american enterprise institute ha aaddirittura proposto di facilitare le concessioni di permessi di soggiorno e di lavoro per gli stranieri che siano disposti a investire almeno 10 milioni di dollari per un appartamento, impegnandosi a mantenere tale impegno per lo meno per 5 anni. secondo lindsey, con 100.000 persone disposte a questo genere di sacrificio si otterrebbe 1 milione di dollari, con una forte riduzione dello stock di abitazioni libere. considerato lo scenario a tinte fosche del mercato del lavoro statunitense e il crollo del valore delle case però soltanto gli stranieri con maggiori disponibilità economiche saranno disposti a questo
al termine del primo trimestre del 2008 nel mercato statunitense c'erano 2,3 milioni di case vuote con un incremento di 160 mila unità abitative rispetto alla fine del 2007.
questo surplus di offerta continua a far calare i prezzi rendendone difficile la stabilizzazione. la situazione ha generato alcune situazioni davvero paradossali: per esempio in un quartiere semi-abbandonato di atlanta, gli speculatori, non potendo vendere le case, hanno pagato delle persone senza casa perchè le occupassero.
lawrence lindsey dell'american enterprise institute ha aaddirittura proposto di facilitare le concessioni di permessi di soggiorno e di lavoro per gli stranieri che siano disposti a investire almeno 10 milioni di dollari per un appartamento, impegnandosi a mantenere tale impegno per lo meno per 5 anni. secondo lindsey, con 100.000 persone disposte a questo genere di sacrificio si otterrebbe 1 milione di dollari, con una forte riduzione dello stock di abitazioni libere. considerato lo scenario a tinte fosche del mercato del lavoro statunitense e il crollo del valore delle case però soltanto gli stranieri con maggiori disponibilità economiche saranno disposti a questo
martedì 3 giugno 2008
Crisi mutui, per Lehman perdite da 2 miliardi $
(sole24ore)
Lehman Brothers potrebbe ricorrere a un nuovo aumento di capitale da 3-4 miliardi di dollari.
Un segnale questo del fatto che la banca si prepara a svelare i primi conti in rosso dal giorno della sua quotazione in borsa con perdite legate a svalutazioni che potrebbero toccare i 2 miliardi di dollari. Lo riferiscono il Wall Street Journal e Bloomberg citando fonti vicine all'istituto secondo le quali l'operazione potrebbe avvenire attraverso un'emissione di azioni comuni che potrebbe essere annunciata contestualmente ai risultati trimestrali, la cui pubblicazione è prevista il 16 giugno.
La banca d'affari Usa si prepara a chiudere il secondo trimestre con perdite comprese tra i 50 e i 75 centesimi per azione, secondo gli analisti di Oppenheimer & Co. e Bank of America Corp. Lehman quest'anno ha perduto il 48% nel trading a Wall Srreet, la peggiore performance tra gli 11 membri dell'Amex Securities Broker/Dealer Index.
Lehman Brothers potrebbe ricorrere a un nuovo aumento di capitale da 3-4 miliardi di dollari.
Un segnale questo del fatto che la banca si prepara a svelare i primi conti in rosso dal giorno della sua quotazione in borsa con perdite legate a svalutazioni che potrebbero toccare i 2 miliardi di dollari. Lo riferiscono il Wall Street Journal e Bloomberg citando fonti vicine all'istituto secondo le quali l'operazione potrebbe avvenire attraverso un'emissione di azioni comuni che potrebbe essere annunciata contestualmente ai risultati trimestrali, la cui pubblicazione è prevista il 16 giugno.
La banca d'affari Usa si prepara a chiudere il secondo trimestre con perdite comprese tra i 50 e i 75 centesimi per azione, secondo gli analisti di Oppenheimer & Co. e Bank of America Corp. Lehman quest'anno ha perduto il 48% nel trading a Wall Srreet, la peggiore performance tra gli 11 membri dell'Amex Securities Broker/Dealer Index.
sabato 17 maggio 2008
Il prezzo delle case negli USA soffre la maggiore caduta dal 1979
(Financial Times)
La traiettoria discendente del mercato immobiliare statunitense sembra ancora lontana dal volgere al termine. l'indice di prezzi delle case unifamiliari è sceso del 13,6% in 10 città. si tratta della maggiore caduta dall'inizio dei rilevamenti, nel 1987. le città più colpite sono state miami e las vegas, dove il valore della caduta è stato rispettivamente del 21,7% e del 22,8% nel 2007 rispetto all'anno precedente. l'inventario di case invendute è ai massimi dal 1981 e il numero di pignoramenti continua a crescere.
adesso si chiede a fannie mae e freddie mac, società finanziarie sostenute dal governo statunitense uno sforzo per puntellare i prezzi delle case e facilitare l'accesso ai mutui di possibili nuovi acquirenti
La traiettoria discendente del mercato immobiliare statunitense sembra ancora lontana dal volgere al termine. l'indice di prezzi delle case unifamiliari è sceso del 13,6% in 10 città. si tratta della maggiore caduta dall'inizio dei rilevamenti, nel 1987. le città più colpite sono state miami e las vegas, dove il valore della caduta è stato rispettivamente del 21,7% e del 22,8% nel 2007 rispetto all'anno precedente. l'inventario di case invendute è ai massimi dal 1981 e il numero di pignoramenti continua a crescere.
adesso si chiede a fannie mae e freddie mac, società finanziarie sostenute dal governo statunitense uno sforzo per puntellare i prezzi delle case e facilitare l'accesso ai mutui di possibili nuovi acquirenti
martedì 22 aprile 2008
IMMOBILI USA QUOTAZIONI IN PICCHIATA!
usa, quotazioni in picchiata. sconti dal 30 al 50%la stampa,
(lunedì 14 apr 08)
quotazioni in calo e svalutazione del dollaro creano condizioni particolarmente favorevoli per gli investitori europei attratti dallo shopping immobiliare d'oltre oceano. per chi coltiva il "sogno americano" è il momento di acquistare: sarebbero 5.000 gli immobili acquistati dagli italiani nel 2007 ed ora le banche statunitensi sono disposte a concedere mutui fino al 100% del valore dell'investimento anche perchè i capitali stranieri sono considerati di fondamentale importanza per la ripresa del mercato. opportunità importanti si prospettano anche per la seconda parte dell'anno in corso dove si prevede un'ulteriore rallentamento del mercato con famiglie perderanno la casa ed altre che rinegozieranno il loro mutuo, mentre molte saranno costrette a vendere a prezzi inferiori rispetto a quelli di mercato. molti investitori che hanno comprato immobili a fini speculativi lucreranno nel rivendere gli immobili nonostante il calo delle quotazioni, producendo un ulteriore calo dei prezzi degli stessi
(lunedì 14 apr 08)
quotazioni in calo e svalutazione del dollaro creano condizioni particolarmente favorevoli per gli investitori europei attratti dallo shopping immobiliare d'oltre oceano. per chi coltiva il "sogno americano" è il momento di acquistare: sarebbero 5.000 gli immobili acquistati dagli italiani nel 2007 ed ora le banche statunitensi sono disposte a concedere mutui fino al 100% del valore dell'investimento anche perchè i capitali stranieri sono considerati di fondamentale importanza per la ripresa del mercato. opportunità importanti si prospettano anche per la seconda parte dell'anno in corso dove si prevede un'ulteriore rallentamento del mercato con famiglie perderanno la casa ed altre che rinegozieranno il loro mutuo, mentre molte saranno costrette a vendere a prezzi inferiori rispetto a quelli di mercato. molti investitori che hanno comprato immobili a fini speculativi lucreranno nel rivendere gli immobili nonostante il calo delle quotazioni, producendo un ulteriore calo dei prezzi degli stessi
un'analisi di Blondet sull'economia americana e sulla crisi delle famiglie americane, che non riescono più a sostenere i debiti contratti. Gli Usa, per sopravvivere, hanno alimentato, le due guerre mondiali, hanno conquistato prima l'Europa, ora tutto il resto del mondo.
Ma ora non dobbiamo permettere che ci trascinino nel loro crollo finanziario. Nel 1929 l'Italia riuscì a reggere l'urto del crollo delle borse Usa, ma gli Stati Uniti si rifecero occupando e spremendo l'Europa. Ora dobbiamo render loro il conto: lasciamoli affondare e riprendiamoci la nostra sovranità. È giunta l'ora di affondare Wall Street e gli Usa insieme. Ellezeta. Milano - Le azioni di una grande ditta specializzata in mutui, la American Home Mortgage, hanno perso l’87 %. L’ancora più grande Countrywide Financial ammette che i suoi «debitori di alta solvibilità» (i migliori), che avevano acceso una seconda ipoteca sulla loro casa (così gli americani, negli ultimi anni, hanno trovato i soldi per consumare) stanno facendo «default». Di conseguenza, la IKB Deutsche Industriebank, che fornisce fidi alle medie industrie tedesche, ha annunciato che i suoi investimenti americani sono gravemente degradati. Così la patologia speculativa USA sta infettando il mondo. A lungo gli storici studieranno come mai una tale follia speculativa - i prestiti a debitori noti per loro precedenti insolvenze - abbia potuto essere lasciata arrivare al punto di irresponsabilità da provocare un nuovo ‘29. Si può spiegare con il rincaro ventennale degli immobili. Le case aumentavano tanto e così sicuramente, che il rischio di fare il mutuo ad un insolvente appariva più che compensato dalla possibilità di rivendere l’immobile, in ogni momento, facendo profitto. La facilità con cui si concedevano i prestiti aumentava la domanda e dunque i prezzi immobiliari, creando un circolo creduto virtuoso… Ma da dove venivano i soldi che le banche prestavano così alla leggera? Dal credito frazionale, la truffa primaria delle banche, in primo luogo. Le banche moltiplicano così per dieci e per venti l’ammontare del debito contratto dagli Stati che prendono prestiti a rotta di collo dalla propria Banca Centrale, indebitandosi (ciò che è oggi «stampare moneta»). Ma La situazione è stato aggravata dai bassissimi interessi - un minimo storico - pagati ai risparmiatori. Le banche prestatrici prendevano denaro a basso costo e lo davano ai contrattori di mutui ad alto interesse. Il «carry trade» ha agito come potente fattore moltiplicatore aggravante. Il Giappone, per uscire dalla decennale deflazione, «stampava moneta» ossia inondava la sua economia di prestiti all’1%. Gli speculatori globali (le grandi banche d’affari USA in primo luogo) si indebitavano dunque in yen all’1%, e davano a prestito quel denaro ai loro debitori col mutuo al 5 o più. Una pacchia. Perché non è durata? Perché tutti hanno esagerato: le banche prestando perdutamente e troppo facilmente (tanto, gli immobili di garanzia del debito rincaravano), e i debitori indebitandosi oltre il loro reddito e la realistica possibilità di far fronte ai ratei. Quando i tassi mondiali hanno cominciato a salire, la macchina del «boom economico» di carta s’è rotta. Perché gli interessi hanno cominciato a salire? L’eccessiva liquidità mondiale ha finito per investire sempre più in materie prime, che salivano astronomicamente perché la Cina, in boom rovente, le compra a qualunque prezzo. Nello stesso tempo, la finanza che «investe» in speculazione, non ha investito abbastanza nel settore minerario - nella più basilare economia reale - sicchè le materie prime sono scarse rispetto alla domanda. La «mano invisibile del mercato», che secondo il dogma liberista doveva far proprio questo, ha clamorosamente fallito. La mano invisibile ha prestato ad insolventi anziché pagare salari operai e produrre beni fisici reali. Alla fine, il rincaro delle materie prime è salito al punto che l’effetto «cinese» (merci a prezzi bassi per il consumo) è finito: la Cina oggi è aggravata da inflazione e le sue carabattole costano sempre di più. Ciò durerà per anni. Nel mercato unico globale, l’inflazione cinese ha inondato il mondo. Le economie occidentali hanno subìto l’inflazione, e di conseguenza il rialzo dei tassi d’interesse. In USA i tassi primari, pari all’1% nel 2005, sono oggi al 5,25%. In Europa dal 2% di novembre 2005 sono oggi al 4%. I debitori di scarso credito, che hanno contratto mutui americani all’1%, e già facevano fatica, figurarsi quanto riescono a pagare al 5-8%. Massicce sospensioni di pagamenti, dilaganti sequestri di immobili, rimessi sul mercato, e quindi, calo dei prezzi immobiliari in USA. Il circolo virtuoso apparente s’è rovesciato nel circolo vizioso reale. Rapidissimo. O meglio: da mesi i segnali d’allarme si moltiplicano. Ma i geniali finanzieri gestori di fondi, i creativi inventori di derivati, si sono sentiti infallibili e invincibili. Tutto il loro genio che ha fruttato loro miliardi poggiava sulla credenza che i tassi giapponesi sarebbero rimasti bassissimi e lo yen debolissimo. Appena lo yen ha cominciato a salire, i genii si sono trovati nella condizione degli insolventi americani col mutuo: il loro debito ha cominciato a crescere. I geniali terrorizzati, sono corsi ad alleggerirsi dei loro debiti contratti in Giappone, ciò che ha creato la prematura fine del «carry trade» e di fatto una riduzione rapida e planetaria della liquidità. Di qui anche l’uscita di molti dal mercato azionario e la stretta sui fidi e sui mutui, prima facili ed ora difficilissimi. Gli hedge funds hanno innescato il disastro. Perché sono essi stessi indebitatissimi (leveraged) onde «aumentare la propria esposizione al mercato» e di conseguenza «ai profitti». Ma quando la tendenza al boom e all’euforia si rovescia, allora anche l’effetto leva si rovescia: se prima ci si indebitava per moltiplicare i profitti, ora il debito moltiplica le perdite di vari multipli. Così gli hedge funds si trovano di colpo a secco, prosciugati fino all’ultimo dollaro. E' successo in USA. Ovviamente, è successo in Italia: Italease, coi suoi genii azzerati dalla Banca d’Italia con criminoso ritardo. L’effetto finale quale sarà? Uno shock che scuote tutto il sistema - un terremoto sistemico - consistente in questo: il rischio di ogni singolo titolo, cambiale, buono e obbligazione risulta di colpo sottovalutato, e deve essere ricalcolato. Ovviamente al ribasso. La carta che valeva AAA+ oggi vale BBB-. Il più alto livello di rischio percepito provoca ovviamente che chiedere denaro a prestito costerà di più. Il che aggraverà il rischio di fatto: aziende che possono ancora prosperare pagando sui fidi interessi del 16% (come in Italia) falliscono quando la banca chiede il 25% o peggio, il rientro immediato (come sta succedendo). La folle euforia dei grandi usurai globali e locali si tramuta in depressione; l’ardimento demente diventa paura da pecore e da conigli, e questa congela l’economia reale: economia finanziaria è economia maniaco-depressiva. C’è un rimedio possibile? Le Banche Centrali dovrebbero, di concerto, ridurre i tassi per contrastare con liquidità il gelo recessivo. Ma la cura è peggiore del male, dato che la liquidità oggi andrebbe non alle imprese reali e ai salari, ma ai giocatori speculativi della roulette globale, che sono la causa della rovina. In ogni caso, la Federal Reserve tenterà di fare proprio questo; ma è ostacolata dal rischio che i suoi creditori esteri si liberino di Buoni del Tesoro che rendono meno, e già si squagliano come gelati al sole a causa del calo del cambio del dollaro. La Banca Centrale Europea, che non capisce mai nulla (è governata da cloni robotici del robot Padoa Schioppa) manterrà alti i suoi interessi, sarà l’ultima ad abbassarli, e solo su ordine USA e naturalmente «meno» degli USA, il che manterrà lo svantaggio europeo dell’euro forte. Insomma i cretini monetari centrali aggraveranno il male, perchè non hanno una teoria adatta alla nuova situazione, e così volano col pilota automatico. Tanto, a loro gli stipendi non mancheranno. Per noi comuni mortali, la loro «scelta» significherà disoccupazione, riduzione dei consumi, e nemmeno deflazione, perché le materie prime rincarano. Peggio ancora che nel ‘29. Maurizio Blondet '"> !-->
Ma ora non dobbiamo permettere che ci trascinino nel loro crollo finanziario. Nel 1929 l'Italia riuscì a reggere l'urto del crollo delle borse Usa, ma gli Stati Uniti si rifecero occupando e spremendo l'Europa. Ora dobbiamo render loro il conto: lasciamoli affondare e riprendiamoci la nostra sovranità. È giunta l'ora di affondare Wall Street e gli Usa insieme. Ellezeta. Milano - Le azioni di una grande ditta specializzata in mutui, la American Home Mortgage, hanno perso l’87 %. L’ancora più grande Countrywide Financial ammette che i suoi «debitori di alta solvibilità» (i migliori), che avevano acceso una seconda ipoteca sulla loro casa (così gli americani, negli ultimi anni, hanno trovato i soldi per consumare) stanno facendo «default». Di conseguenza, la IKB Deutsche Industriebank, che fornisce fidi alle medie industrie tedesche, ha annunciato che i suoi investimenti americani sono gravemente degradati. Così la patologia speculativa USA sta infettando il mondo. A lungo gli storici studieranno come mai una tale follia speculativa - i prestiti a debitori noti per loro precedenti insolvenze - abbia potuto essere lasciata arrivare al punto di irresponsabilità da provocare un nuovo ‘29. Si può spiegare con il rincaro ventennale degli immobili. Le case aumentavano tanto e così sicuramente, che il rischio di fare il mutuo ad un insolvente appariva più che compensato dalla possibilità di rivendere l’immobile, in ogni momento, facendo profitto. La facilità con cui si concedevano i prestiti aumentava la domanda e dunque i prezzi immobiliari, creando un circolo creduto virtuoso… Ma da dove venivano i soldi che le banche prestavano così alla leggera? Dal credito frazionale, la truffa primaria delle banche, in primo luogo. Le banche moltiplicano così per dieci e per venti l’ammontare del debito contratto dagli Stati che prendono prestiti a rotta di collo dalla propria Banca Centrale, indebitandosi (ciò che è oggi «stampare moneta»). Ma La situazione è stato aggravata dai bassissimi interessi - un minimo storico - pagati ai risparmiatori. Le banche prestatrici prendevano denaro a basso costo e lo davano ai contrattori di mutui ad alto interesse. Il «carry trade» ha agito come potente fattore moltiplicatore aggravante. Il Giappone, per uscire dalla decennale deflazione, «stampava moneta» ossia inondava la sua economia di prestiti all’1%. Gli speculatori globali (le grandi banche d’affari USA in primo luogo) si indebitavano dunque in yen all’1%, e davano a prestito quel denaro ai loro debitori col mutuo al 5 o più. Una pacchia. Perché non è durata? Perché tutti hanno esagerato: le banche prestando perdutamente e troppo facilmente (tanto, gli immobili di garanzia del debito rincaravano), e i debitori indebitandosi oltre il loro reddito e la realistica possibilità di far fronte ai ratei. Quando i tassi mondiali hanno cominciato a salire, la macchina del «boom economico» di carta s’è rotta. Perché gli interessi hanno cominciato a salire? L’eccessiva liquidità mondiale ha finito per investire sempre più in materie prime, che salivano astronomicamente perché la Cina, in boom rovente, le compra a qualunque prezzo. Nello stesso tempo, la finanza che «investe» in speculazione, non ha investito abbastanza nel settore minerario - nella più basilare economia reale - sicchè le materie prime sono scarse rispetto alla domanda. La «mano invisibile del mercato», che secondo il dogma liberista doveva far proprio questo, ha clamorosamente fallito. La mano invisibile ha prestato ad insolventi anziché pagare salari operai e produrre beni fisici reali. Alla fine, il rincaro delle materie prime è salito al punto che l’effetto «cinese» (merci a prezzi bassi per il consumo) è finito: la Cina oggi è aggravata da inflazione e le sue carabattole costano sempre di più. Ciò durerà per anni. Nel mercato unico globale, l’inflazione cinese ha inondato il mondo. Le economie occidentali hanno subìto l’inflazione, e di conseguenza il rialzo dei tassi d’interesse. In USA i tassi primari, pari all’1% nel 2005, sono oggi al 5,25%. In Europa dal 2% di novembre 2005 sono oggi al 4%. I debitori di scarso credito, che hanno contratto mutui americani all’1%, e già facevano fatica, figurarsi quanto riescono a pagare al 5-8%. Massicce sospensioni di pagamenti, dilaganti sequestri di immobili, rimessi sul mercato, e quindi, calo dei prezzi immobiliari in USA. Il circolo virtuoso apparente s’è rovesciato nel circolo vizioso reale. Rapidissimo. O meglio: da mesi i segnali d’allarme si moltiplicano. Ma i geniali finanzieri gestori di fondi, i creativi inventori di derivati, si sono sentiti infallibili e invincibili. Tutto il loro genio che ha fruttato loro miliardi poggiava sulla credenza che i tassi giapponesi sarebbero rimasti bassissimi e lo yen debolissimo. Appena lo yen ha cominciato a salire, i genii si sono trovati nella condizione degli insolventi americani col mutuo: il loro debito ha cominciato a crescere. I geniali terrorizzati, sono corsi ad alleggerirsi dei loro debiti contratti in Giappone, ciò che ha creato la prematura fine del «carry trade» e di fatto una riduzione rapida e planetaria della liquidità. Di qui anche l’uscita di molti dal mercato azionario e la stretta sui fidi e sui mutui, prima facili ed ora difficilissimi. Gli hedge funds hanno innescato il disastro. Perché sono essi stessi indebitatissimi (leveraged) onde «aumentare la propria esposizione al mercato» e di conseguenza «ai profitti». Ma quando la tendenza al boom e all’euforia si rovescia, allora anche l’effetto leva si rovescia: se prima ci si indebitava per moltiplicare i profitti, ora il debito moltiplica le perdite di vari multipli. Così gli hedge funds si trovano di colpo a secco, prosciugati fino all’ultimo dollaro. E' successo in USA. Ovviamente, è successo in Italia: Italease, coi suoi genii azzerati dalla Banca d’Italia con criminoso ritardo. L’effetto finale quale sarà? Uno shock che scuote tutto il sistema - un terremoto sistemico - consistente in questo: il rischio di ogni singolo titolo, cambiale, buono e obbligazione risulta di colpo sottovalutato, e deve essere ricalcolato. Ovviamente al ribasso. La carta che valeva AAA+ oggi vale BBB-. Il più alto livello di rischio percepito provoca ovviamente che chiedere denaro a prestito costerà di più. Il che aggraverà il rischio di fatto: aziende che possono ancora prosperare pagando sui fidi interessi del 16% (come in Italia) falliscono quando la banca chiede il 25% o peggio, il rientro immediato (come sta succedendo). La folle euforia dei grandi usurai globali e locali si tramuta in depressione; l’ardimento demente diventa paura da pecore e da conigli, e questa congela l’economia reale: economia finanziaria è economia maniaco-depressiva. C’è un rimedio possibile? Le Banche Centrali dovrebbero, di concerto, ridurre i tassi per contrastare con liquidità il gelo recessivo. Ma la cura è peggiore del male, dato che la liquidità oggi andrebbe non alle imprese reali e ai salari, ma ai giocatori speculativi della roulette globale, che sono la causa della rovina. In ogni caso, la Federal Reserve tenterà di fare proprio questo; ma è ostacolata dal rischio che i suoi creditori esteri si liberino di Buoni del Tesoro che rendono meno, e già si squagliano come gelati al sole a causa del calo del cambio del dollaro. La Banca Centrale Europea, che non capisce mai nulla (è governata da cloni robotici del robot Padoa Schioppa) manterrà alti i suoi interessi, sarà l’ultima ad abbassarli, e solo su ordine USA e naturalmente «meno» degli USA, il che manterrà lo svantaggio europeo dell’euro forte. Insomma i cretini monetari centrali aggraveranno il male, perchè non hanno una teoria adatta alla nuova situazione, e così volano col pilota automatico. Tanto, a loro gli stipendi non mancheranno. Per noi comuni mortali, la loro «scelta» significherà disoccupazione, riduzione dei consumi, e nemmeno deflazione, perché le materie prime rincarano. Peggio ancora che nel ‘29. Maurizio Blondet '"> !-->
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