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venerdì 6 marzo 2009

Investimenti immobiliari all’estero, l’italiano si fa più prudente

(affari e finanza)

secondo lo studio condotto da scenari immobiliari, dopo anni di crescita costante sono calati gli investimenti degli italiani nel mattone estero (-20% a inizio anno rispetto allo stesso periodo del 2008). complice il crollo delle quotazioni immobiliari, attrae ancora il mercato statunitense, dove sono state concluse il 28% delle transazioni da inizio anno. il crollo della sterlina riposiziona il mercato britannico, dove gli acquisti sono aumentati del 2% a inizio 2009. una novità è rappresentata dall’immobiliare irlandese, che raccoglie il 5% delle transazioni affettuate. quanto alle tipologie abitative, gli italiani preferiscono acquistare nelle zone centrali delle grandi città (45%), in quelle di pregio (30%) oppure nelle aree semicentrali (25%). le soluzioni più ricercate hanno un’ampiezza di 45-60 m2 (45%). seguono le abitazioni dai 60 ai 120 m2 (38%), dai 120 ai 150 m2 (12%), mentre solo il 5% degli investitori opta per case più grandi di 150 m2. i compratori sono soprattutto imprenditori (38%) e professionisti (25%), ma non mancano dirigenti (18%) e commercianti (13%)

giovedì 5 marzo 2009

Energia, il geoscambio cresce anche in Italia

(Sole24ore)

Soltanto in Svezia ce ne sono oltre novantamila. Per non parlare del Canada, e di cantoni svizzeri dove quasi una villetta su cinque si è dotata di un impianto a pompa di calore geotermica. In pratica si tratta di sistemi di climatizzazione concettualmente semplici, e provati da decenni: un circuito di fluido (anche semplice acqua) si affonda nel terreno, e la pompa di calore (un frigorifero bidirezionale) vi trasferisce il caldo estivo e lo preleva in inverno. Bastano pochi gradi di differenza tra la temperatura ambiente e quella che viene dai tubi del geoscambio e la pompa di calore è in grado di moltiplicarla per tre o persino per sette, per ogni unità elettrica necessaria al suo funzionamento.

Pannelli radianti nella casa, d'inverno arriva acqua a 30 gradi, d'estate anche a 15. Per un'edificio a involucro ben isolato i risparmi possono raggiungere il 40-50% sulle bollette tradizionali. Con circa 15mila euro di investimento, una pompa di calore e due pozzi con sonde di geoscambio (in pratica tubi di polietilene a U affondati per un centinaio di metri) una casa di 300 metri quadri può essere climatizzata da questa tecnologia in gran parte rinnovabile. E ben lo sanno non solo in Svizzera, ma anche a Bolzano e nel Trentino, battistrada italiano di questo mercato emergente. Chi ha un campo antistante libero (e una casa adatta da ristrutturare) può persino valersi della detrazione fiscale del 55 per cento.

«L'Italia però sconta un pesante ritardo nelle pompe di calore geotermiche – osserva Sergio Chiesa del Cnr, autore di un recente studio per il Cesi Ricerca – che rappresentano solo l'8% della geotermia italiana. Eppure, oggi, questo è oggi, su scala mondiale, uno dei settori più dinamici nelle rinnovabili». «L'attenzione finora si è concentrata sull'elettrico rinnovabile – spiega Gianni Silvestrini, presidente del Kyoto Club – ma sul termico dobbiamo andare a quattro o cinque volte quello che c'è ora. E le pompe di calore geotermiche potranno dare un contributo di prim'ordine».

Eppure qualcosa comincia a muoversi, e non solo sulla piccola scala residenziale. Battistrada, ormai da due anni, è Ikea, prima con l'impianto di geoscambio di Corsico (304 sonde) e oggi con quello di Parma (213 sonde), considerato il maggiore d'Europa. Davanti al centro commerciale parmense, quello che è oggi un cantiere pieno di tubi e piccoli pozzi cementati diverrà domani un parcheggio per i visitatori. Un serbatoio di energia termica, invisibile e sotterraneo. «Un accumulatore, d'estate sottraiamo il calore dagli ambienti e lo mettiamo nel terreno e per l'inverno facciamo l'inverso – spiega Luca Tirillò, della GroundHeat Systems, –: i tubi in polietilene portano semplice acqua. Le trivellazioni sono state fatte in sicurezza, con camicia cilindrica d'acciaio e cemento speciale. Il rischio, infatti, è quello di alterare l'equilibrio delle falde idriche sotterranee».

La costruzione di un campo di geoscambio, infatti, non è un'attività banale. «A Corsico ci trovammo di fronte a una prima falda idrica altamente inquinata – spiega Sergio Giuseppini, progettista degli impianti geotermici Ikea – se non avessimo trivellato in sicurezza avremmo corso il rischio di metterla in comunicazione con le falde più profonde e pulite. Un disastro, e l'amministrazione locale non ci avrebbe mai dato il permesso».

Ora però Corsico funziona. Come Parma è costato oltre 2 milioni di euro, ma ha un obiettivo di risparmio energetico del 56% (pari a circa 200mila euro/anno) e quindi un tempo di ritorno di una decina d'anni. «Finora, dai dati della stagione estiva – dice Giuseppini – Corsico sta confermando le attese, con punte leggermente superiori». E poi, per l'Ikea, sarà la volta dei centri commerciali di Torino e Rimini, «dove metteremo pompe di calore ad efficienza ancora più elevata, dato che la tecnologia si sta muovendo molto velocemente».

Il dato nuovo, però, è che simili impianti, di taglia medio grande, «cominciano a interessare direttamente i costruttori edili – osserva Tirillò – e per un motivo preciso. Un complesso residenziale a basse emissioni passa in categoria A, e può valere anche 500 euro in più per metro quadro. Un impianto di geoscambio centrale invece aggiunge, su ampie dimensioni, poche decine di euro in più di costi unitari».

È quanto si sta avviando in almeno due progetti: a Roma e nel Canavese. «Noi cominceremo ad aprile, su un lotto di 92 ettari a Roma Nord-Ovest, di cui 45 destinati a parco – spiega Barbara Mezzaroma, a.d. di Mezzaroma Energia, del gruppo Impreme – con un primo lotto di mille appartamenti, tutti serviti da un campo di geoscambio (circa 200 geosonde) e un sistema di pompe di calore per almeno un terzo della climatizzazione, e un 40% con caldaie a biomasse, più minieolico».

Altrettanto alla "Ninsola" a San Francesco al campo. «Cinque ville – spiega Giovanni Miccoli di G.V Edilizia – ad alto isolamento termico e pannelli radianti con un parco di geoscambio centrale a 22 sonde, acqua a 22 gradi d'estate e acqua calda sanitaria direttamente prodotta dalla pompa di calore». Barbara Mezzaroma è un'entusiasta dell'edilizia a emissioni zero – «Molti concorrenti ci dicevano che perdevamo tempo quando partimmo con il nostro primo progetto casa Kyoto» –, ma oggi fa anche una previsione economica precisa: «Ogni nostro appartamento a emissioni zero può significare anche 900 euro in meno all'anno, una rata di mutuo. E anche se, in classe A+, ci costano il 15% in più noi li venderemo allo stesso prezzo di oggi. In questo modo il cliente ci guadagnerà su base ventennale. Ci pare una buona proposta, per un mercato edilizio fermo come è quello di oggi».

martedì 10 febbraio 2009

Isole in vendita

«Vorrei che da qualche parte esistesse un'isola riservata a chi è saggio e di buona volontà» sosteneva Albert Einstein. Che un atollo personale, in cui vivere con poche anime davvero affini, poteva solo sognarselo, visto che aveva uno stipendio da docente universitario e due ex mogli a cui pagare gli alimenti.
Anche perché, nel secolo scorso, possedere una piccola terra protetta dall'acqua era un privilegio riservato a star di Hollywood come Marlon Brando o a leggende del balletto classico come Rudolf Nureyev. O di antichissime famiglie, come i Borromeo, da secoli signori di tre splendide isole al centro del Lago Maggiore.

«Ma oggi ci sono atolli e piccole terre emerse alla portata, se non di tutti, di molti» sostiene Farhad Vladi, un tedesco di origine persiana che ha trasformato in business la sua passione per le isole, nata dopo la lettura adolescenziale di Robinson Crusoe. È presidente dell'agenzia immobiliare specializzata Vladi Private Islands, con sede ad Amburgo (tel. 004940338989, www.vladi-private-islands.de) e a Halifax, in Canada, paese che vanta al momento il maggior numero di isole private nel mondo.
«Ne vendo una trentina l'anno, non solo ai Tropici» continua Vladi.

«Quasi tutte sono nella fascia di prezzo compresa tra i 200 mila e i 2 milioni di dollari. Anche se ne esistono di meno care, intorno ai 100 mila euro. E, ovviamente, di costosissime». Non sempre le offerte più prestigiose sono in luoghi esotici. È in vendita a 22 milioni di dollari, per esempio, il castello Singer (costruito nel 1905 dal proprietario della fabbrica di macchine per cucire) di Dark Island, poco lontano da New York.
Una delle isole meno care in commercio è Punta Tigre, nel Mar dei Caraibi, poco a nord di Panama. Costa solo 50 mila dollari ma si trova nel Golfo di los Mosquitos: vale a dire Golfo delle Zanzare. Un nome che promette male.

«La flora e la fauna, insetti compresi» consiglia l'agente immobiliare tedesco «sono un fattore cruciale nella scelta del proprio eden privato. Una pianta cui si è allergici, per esempio, basta a trasformare il paradiso in un inferno. E in uno stesso arcipelago spesso ci sono isole senza serpenti e altre infestate di rettili velenosi». E come fare ad appurarlo? «Io consiglio sempre un periodo di affitto, prima dell'acquisto definitivo».
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Dall'alto: Partridge Island, vicino a Halifax in Canada e, il castello Singer su Dark island, nello stato di New York
Secondo Renée Redmond della Private Islands Online, agenzia con sede in Canada, che opera principalmente via internet, «rivendere un'isola che non piace è difficile, perché il mercato è comunque abbastanza ristretto. Per trovare un acquirente ci vogliono in media tre anni». Quali sono i fattori da valutare, prima di fare una scelta così impegnativa? «Innanzitutto i titoli di proprietà e i vincoli sulla costruzione» risponde Vladi «per non scoprire troppo tardi che l'isola non è edificabile».
I costi dell'edilizia, tra l'altro, sono molto più alti che sulla terraferma. «Rendere abitabile un'isola selvaggia» spiega Redmond «richiede spesso il doppio dei soldi spesi per acquistarla. È necessario procurarsi almeno una pompa per l'acqua potabile (o un dissalatore, se non ci sono sorgenti), un generatore elettrico e un collegamento telefonico. E costruire un approdo per la barca o una pista d'atterraggio».

Anche la stabilità politica e la sicurezza sono importanti. In caso di rivoluzione non è raro che le proprietà degli stranieri vengano requisite. «Ci sono anche paesi, come l'Indonesia» ricorda Vladi «dove solo gli abitanti del luogo possono acquistare terreni. C'è chi si serve di prestanome, ma io lo sconsiglio: il rischio di truffa è altissimo».
In certe zone, poi, c'è pericolo che sull'isola del tesoro sbarchino moderni pirati. «O semplicemente che vi caschi in testa una noce di cocco» aggiunge Vladi «per questo non vendo isole che distano più di 90 minuti dall'ospedale più vicino». Insomma, va bene sentirsi Robinson Crusoe, ma con buon senso.

Tanto lo spirito di adattamento ci vuole comunque. «I proprietari più soddisfatti» sottolinea Redmond «sono persone che amano la natura e la libertà, sanno fare a meno del superfluo e non vengono prese dal desiderio improvviso di fare shopping. In genere i buoni isolani sono perfetti e appassionati yachtman».
Ma eventuali aspiranti dittatori dello Stato libero di Bananas possono abbandonare il loro sogno. Nessuno può pensare che acquistare un'isola significhi diventarne il re. Non esistono oggi, infatti, terre emerse che non appartengano a qualche stato sovrano e non siano, quindi, soggette alle loro leggi.

tendenze nel mercato del lusso: la casa delle belle arti

Milano e Finanza

l’ultima tendenza nel segmento delle abitazioni di pregio-lusso riguarda gli immobili tutelati dalle belle arti. secondo l’ultimo studio condotto da gabetti, il 47,5% degli acquirenti del settore ricerca soprattutto edifici dotati di elementi artistici (la facciata storica, gli interni d’epoca, gli affreschi, i mosaici e i pavimenti originali), situati nel centro storico delle città d’arte come roma, firenze, venezia, milano. si tratta di una tipologia abitativa votata all’esclusività, richiesta soprattutto da professionisti, imprenditori italiani e stranieri. secondo l’ufficio studi gabetti anche il mercato del lusso, pur avendo risentito meno della crisi rispetto ad altri settori, ha fatto registrare per il secondo semestre del 2008 una diminuzione sia del numero delle transazioni sia dei prezzi. nel capoluogo lombardo si registra la contrazione più sensibile (-12%); tengono solo le vie del quadrilatero della moda, dove per un immobile di lusso si può arrivare a spendere fino a 25mila euro al m2, 23mila se da ristrutturare.

appena più contenuti i prezzi in altre zone molto ricercate come magenta (fino a 11mila euro al m2 per un appartamento di super-lusso, che possono scendere a 8mila se da ristrutturare), brera (9.500 euro/m2 ristrutturato; 8mila da ristrutturare) e porta venezia (dove non si scende mai al di sotto di 7.500 euro /m2). quanto ai canoni d’affitto annuali, si passa da un massimo di 360 euro/m2 richiesti nel quadrilatero della moda, a un minimo di 200 euro/m2 in zona magenta. la contrazione delle quotazioni è stata invece più contenuta nella capitale (-6%), dove per un’abitazione di lusso nelle zone esclusive di piazza di spagna e piazza navona si può arrivare a spendere 25mila euro/m2, 23mila o 20mila se da ristrutturare. i canoni d’affitto annuali più elevati si registrano invece in via tre orologi (360 euro/m2) mentre in piazza navona e piazza di spagna difficilmente superano i 300 euro/m2

ma i prezzi non calano a milano.

Sole 24 0re

nel 2008 le vendite di immobili a milano sono calate del 13%, ma per la borsa immobiliare della camera di commercio di milano i prezzi non sono calati, anzi, hanno fatto addirittura registrare un lieve incremento (+0,4%) nel segmento del "nuovo".

un quadro per niente in linea con la preoccupazione creata dalla crisi economica e con l'allungamento dei tempi di vendita delle case che oramai è di circa 7-9 mesi. il bilancio degli ultimi sei mesi parla di numerose zone in cui si sono registrati incrementi di prezzo: conca del navilglio e porta genova (+5%; 5.300 euro/m2), via della spiga e montenapoleone (+2,1%; 11.900 euro/m2), fiera sempione (+1,1%; 4.700 euro/m2), via washington (+1,1%; 4.650 euro/m2) e in maniera meno sensibile i quartieri come brera, istra maciachini e san babila.

prezzi pressochè invariati in piazza missori, sant'ambrogio, repubblica-porta nuova, buenos aires, piazzale lagosta, paolo sarpi e viale abruzzi. prezzi giù soltanto nelle aree periferiche della città con il calo più sensibile registrato a lambrate (-3,2%; 3.050 euro/m2)

il mattone barcolla ma non crolla!

(Corriere della Sera)

il mattone italiano barcolla ma non crolla.

questo in sintesi il pensiero di guido lodigiani di gabetti, a corollario dei dati relativi all'ultimo semestre 2008 rilevati dall'ufficio studi gabetti. il perchè è dovuto all'offerta non elevatissima di case e non ci sarebbe, sempre secondo lodigiani, il pericolo di vedere il mercato inondato di immobili di mutuatari non più in grado di pagare il loro debito.

il calo dei prezzi comunque c'è (-4% a roma, -5% a milano) e potrebbe proseguire nel 2009, soprattutto nelle aree periferiche delle grandi città, per via del calo delle erogazioni di finanziamenti scese sensibilmente nel terzo trimestre dell'anno scorso, un trend destinato a proseguire nell'anno in corso nonostante i tagli della banca centrale europea (bce), sui tassi d'interesse.

sul mercato a regnare è l'incertezza dovuta al particolare momento economico che porta i potenziali acquirenti a chiedersi: perchè comprare oggi una casa che domani potrei pagare meno? e le banche: perchè dare oggi un mutuo con una garanzia ipotecaria che domani potrebbe valere meno? in questa situazione i prezzi nel 2009 continueranno a scendere, ma senza i crolli a due cifre registrati in altri paesi europei. le peggiori performance nelle periferie delle grandi città (-5% a milano), ma le zone centrali terranno o perderanno poco (fino a un massimo del -3%)

Bioedilizia: è partita la rivoluzione verde

(affari e finanza)

ormai non si tratta più di un “capriccio” per singole unità abitative: la “rivoluzione verde” si estende ai condomini, i grattacieli, interi territori. una nuova consapevolezza nutrita dalla crescente attenzione per l'ambiente. non è solo un discorso di etica, ma anche di risparmio energetico, fino al 20%, sul lungo periodo. e i progetti si sprecano: a chicago è grande l’attesa per la clean tower, una torre che sfrutterà l’energia del vento per garantire l’autosufficienza energetica. a dubai sorgerà invece la dynamic tower, grattacielo formato da 68 piani, ciascuno dei quali in grado di ruotare indipendentemente dagli altri. in questo caso, l’energia necessaria alle attività dell’edificio deriverà, oltre che dalle turbine eoliche e dai pannelli solari, anche dal movimento autonomo dei piani. anche nel nostro paese non mancano iniziative degne di nota: a milano, la riqualificazione del quartiere porta nuova prevede la creazione di una sorta di “bosco verticale”, con le piante che correranno lungo le pareti dell’edificio, ulteriormente arricchito da un nuovo parco circostante di 90mila m2

200mila posti in meno nel settore edile per il 2009

(Finanza & Mercati)

nel 2009 si costruirà di meno. la crisi ridurra del 3% gli investimenti privati e del 4,7% quelli pubblici. per la ripresa bisognerà attendere il 2011 secondo le previsioni di assoimpredil-ance espresse a margine del "made expo", la fiera dell'architettura di milano. il quadro non è roseo soprattutto se rapportato alla realtà europea. in italia la contrazione sarà infatti del 5% rispetto ai cali dell'1,5% della francia e del 2% del regno unito. peggio farà soltanto la spagna, con una flessione del 15%. per rilanciare il comparto i costruttori auspicano uno snellimento delle prassi amministrative e maggiori investimenti nelle infrastrutture. secondo il presidente di assimpredil-ance claudio de albertis quello delle costruzioni è un settore che vedrà una perdita di posti di lavoro stimata in 200.000 unità alla fine del 2009

ulteriore caduta dei prezzi per le case di lusso londinesi

(Times co UK)

a gennaio, i prezzi delle case più esclusive di londra hanno sofferto la seconda peggior caduta di tutti i tempi, come risultato della crisi finanziaria globale. il prezzo medio di una casa valutata più di un milione di sterline ha perso 3,7 punti percentuali rispetto al mese precedente, secondo knight frank. negli ultimi 12 mesi i prezzi sono crollati del 21%, la caduta maggiore della storia, secondo la consulente

venerdì 28 novembre 2008

via montanapoleone balza al quarto posto delle vie più care


un negozio nelle vie del lusso a milano costa all'anno 6.700 euro/m2. così via montenapoleone diviene la quarta via dello shopping più costosa al mondo secondo la graduatoria cushman & wakefield basata sul costo degli affitti dei negozi nelle vie della moda di 48 paesi.

milano dietro solo agli champs elyseès di parigi (7.732 euro/m2), cuaseway bay a hong kong (12.610 euro/m2) e la fifth avenue di new york (17mila euro/m2). via montenapoleone ha scavalcato new bond street (londra) e grafton street (dublino), grazie a un rincaro dei canoni pari all'11% registrato quest'anno

ecco perchè è così difficile vendere una casa negli stati uniti

il 29% delle vendite di case registrate negli stati uniti a ottobre erano derivanti da esecuzioni ipotecarie realizzate principalmente dalle banche. un altro 12% erano vendite con forti sconti (short sales) applicati da proprietari che vendono al di sotto del valore del proprio mutuo come misura disperata per evitare il pignoramento dell'immobile. per riassumere, più di 4 immobili su 10 sono stati trasferiti da persone o entità altamente motivate a liberarsi rapidamente della propria casa, per i quali realizzare il massimo da una vendita non è al momento prioritario. ciò spiega quanta fatica facciano oggi i venditori a trovare acquirenti

lunedì 6 ottobre 2008

Domande e risposte: risvolti sul consumatore con la crisi finanziaria in atto


(sole24ore)



La tempesta sui mercati finanziari ha ormai lasciato le sale ex-ovattate della finanza, ed è scesa nelle piazze e nei vicoli. Facendo la coda ai supermercati, i discorsi non riguardano Cdo e Abs e mutui subprime: i timori e i tremori sono scesi al livello del quotidiano e le pulsioni primitive toccano ormai l'istinto di sopravvivenza finanziaria, con preoccupazioni che guardano al conto corrente, ai titoli, ai prezzi, alle case...Parlare di panico forse è esagerato, ma il megafono della crisi amplifica tutto, e per capire le vere dimensioni di questo sommovimento della finanza è utile sgombrare l'animo dalle esagerazioni.


Vediamo allora di affrontare uno per uno questi angosciosi interrogativi.


C'è pericolo per i miei soldi in banca?


La risposta è breve. No, non c'è nessun pericolo. E per tre ragioni. Primo, perché il sistema bancario italiano è solido, ha un capitale adeguato e liquidità soddisfacente. Un atteggiamento prudente e una certa saggezza contadina l'han tenuto lontano dalle escursioni avventurose di altre banche e altri sistemi, e oggi le banche italiane continuano a fare il loro mestiere senza problemi. Secondo, anche se in qualche istituto ci fossero problemi, questi sarebbero risolti con la fusione con altri istituti, come è accaduto talvolta nella storia bancaria. Terzo, perché c'è in Italia, come negli altri Paesi, una rete di sicurezza: lo Stato assicura i depositi fino a 100mila e rotti euro. Insomma, è praticamente certo che nessuno perderà un euro.


I prezzi continueranno ad aumentare?


I prezzi sono aumentati da un anno a questa parte essenzialmente a causa dell'impennata mondiale delle materie prime, dal petrolio al grano, e quindi dalla benzina alla pasta. Ma questo impetuoso aumento sta rifluendo. Si erano date situazioni di bolla, in cui i prezzi aumentavano oggi solo perché erano aumentati ieri e si pensava aumentassero domani, ma questa bolla, come sempre succede, si sta sgonfiando. Nel caso delle quotazioni del petrolio, però, dietro alla bolla vi era e vi è anche uno squilibrio fra domanda e offerta, dato l'impetuoso sviluppo dei Paesi emergenti e la lentezza dell'offerta nell'adeguarsi alla domanda (lentezza più pronunciata rispetto al caso delle derrate alimentari). Anche se il prezzo del petrolio sta diminuendo, non c'è da aspettarsi che torni ai livelli del 2007, e bisogna quindi proteggersi risparmiando energia: su questo piano ci sono molte cose da fare.


Torna la disoccupazione?


Gli ultimi dati dell'Istat hanno segnalato un netto aumento dei disoccupati, ma anche un aumento degli occupati. Quando la congiuntura è forte le forze di lavoro aumentano perché tornano i "disoccupati scoraggiati", quelli che prima ne erano usciti perché tanto il lavoro non si trovava. Quello che sta succedendo ora è un fenomeno diverso. Le forze di lavoro aumentano perché, date le difficoltà di arrivare alla fine del mese, vi rientrano coloro che hanno assoluto bisogno di lavorare. Il solo aspetto positivo è che il potere d'acquisto dovrebbe beneficiare del calo dell'inflazione.


Le pensioni sono a rischio?


Anche qui la risposta è breve: no. Tutto quello che sta succedendo non ha niente a che fare con il pagamento delle pensioni. Questo è garantito dallo Stato e continuerà secondo le regole in vigore. Cosa succederà ai prezzi delle case? Nel mondo gli ultimi anni hanno visto, dall'Irlanda alla Nuova Zelanda, una colossale bolla immobiliare. Tutte le volte che le bolle si verificano, sono seguite da uno sgonfiamento. Questo è in corso in America (-16% rispetto a un anno fa), in Gran Bretagna (-12%) e in altri Paesi. In Italia la situazione è variegata, ma nel complesso i prezzi hanno smesso di crescere e in molti casi stanno ripiegando. Il che è una buona notizia per chi cerca casa, una notizia neutra per chi la casa ce l'ha già, e una cattiva notizia per quegli istituti (fortunatamente pochi) che hanno fatto prestiti sulla base del 100% del valore della casa e hanno mutuatari che non pagano.


Cosa succederà al mio mutuo?


Distinguiamo fra chi ha già un mutuo e chi ne deve fare uno per la prima volta. Chi ha fatto in passato un mutuo a tasso fisso dorme fra due guanciali. Chi lo ha fatto a tassi variabili ha avuto alcune sgradite sorprese: i tassi a breve, cui i mutui sono indicizzati, sono aumentati anche prima che la Banca centrale europea aumentasse il suo tasso-guida a luglio. Ma oggi diventa chiaro che quell'improvvida decisione dovrà essere rimangiata e le tensioni sui tassi a breve, dopo le fibrillazioni di queste settimane, dovrebbero calare di nuovo. Chi deve fare un mutuo per la prima volta pagherà un tasso a lunga di circa un quarto di punto superiore rispetto a quello che prevaleva a metà 2007, prima dell'inizio di questo pasticcio. Ma avrà il vantaggio che da allora a oggi i prezzi delle case si sono fermati e in molti casi hanno cominciato a diminuire.


Dove andranno i tassi d'interesse?


Questa è una domanda che riguarda sia chi gli interessi li riscuote (il risparmiatore) sia chi li paga (chi prende i soldi a prestito). Chi aveva investito in titoli sicuri, come quelli sui titoli pubblici, è protetto sul capitale e riscuote gli interessi all'incirca come prima: sui tassi a lunga prende un po' meno rispetto a quel che prendeva prima della crisi dei mutui, dato che questa ha scatenato una "fuga verso la qualità", cioè verso il porto sicuro dei titoli pubblici. Sui tassi a breve prende un po' di più, dato che questi sono aumentati in Europa (ma ora son destinati a diminuire di nuovo). Per chi gli interessi li paga, c'è stato un aumento per imprese e famiglie che va (rispetto a metà dell'anno scorso) da un quarto a tre quarti di punto. Ma le banche continuano a prestar soldi: con un'economia che cresce, a valor nominale, del 3-4%, i prestiti delle banche alle imprese crescono del 10 per cento. Solo nel settore dei mutui i prestiti non crescono più, ma questo dipende più dalla domanda spaurita (e in attesa del calo dei prezzi delle case) che da una chiusura delle banche.


Se il Governo deve salvare una banca, chi pagherà il conto?


Si dice spesso che i salvataggi pubblici di banche e imprese sono "a carico del contribuente". Questa affermazione deve essere presa con un grano di sale. Le imposte non aumentano per effetto dei salvataggi. Questi sono operazioni di ingegneria finanziaria che potranno costare molto o non costare niente o addirittura far guadagnare lo Stato, una volta depositato il polverone. Tutto dipende dalle modalità del salvataggio e dalla possibilità di risanare quel che è stato salvato. Per esempio, quando la Banca d'Italia salvò il Banco di Napoli, alla fin fine chi ci rimise fu il bilancio della Banca centrale, che fece meno utili e quindi versò meno dividendi al Tesoro. L'effetto sul conto economico della Pubblica amministrazione fu modesto e diluito su più anni.


Ho un po' di liquidità: cosa devo fare?


Nelle Borse i titoli finanziari sono stati puniti, in molti casi oltre quel che è giusto, e quindi i prezzi potrebbero essere una finestra d'acquisto. Ma anche se si è convinti che il mercato dà di questi titoli valutazioni irrazionalmente basse, bisogna ricordare quel che diceva Keynes: «Il mercato può rimanere irrazionale più a lungo di quanto voi possiate rimanere solventi». Per il resto, mantenersi liquidi è la soluzione più sicura: in questi frangenti bisogna preoccuparsi non del ritorno sul capitale, ma del ritorno del capitale.


Ma tutto questo è colpa degli speculatori?


Se si intende per "speculatori" qualche malvagio gruppo di biechi individui che scientemente spremono soldi dai comuni mortali, si è fuori strada. L'avidità è connaturata al modo di funzionare dell'economia e per questo ci vogliono regole per incanalare questa forza possente verso il bene comune. La colpa quindi sta nell'assenza o nella non-applicazione delle regole. Una volta che questa indolenza regolatoria ha lasciato crescere la montagna di "titoli tossici", la crisi non poteva essere evitata, così come il febbrone non può essere evitato una volta che il virus è entrato nell'organismo. Ma il virus non è un virus mortale. Da questa crisi ne usciremo, avendo imparato qualche lezione su come evitare che si ripeta.

mercoledì 1 ottobre 2008

Scendono i prezzi delle case nelle grandi città


(Italia Oggi)


Scendono in media del 2,7 i prezzi delle case nelle grandi città. lo rivela un’indagine di tecnocasa che ha monitorato l’andamento dei prezzi degli immobili nel primo semestre 2008, attraverso le 3.200 agenzie sparse in tutto il paese.


“il settore immobiliare”, spiega fabiana megliola, responsabile ufficio studi di tecnocasa, “ha risentito dello scenario macroeconomico poco favorevole, in primo luogo a causa dell’inflazione in crescita, della bassa crescita del pil e dell’aumento dei tassi di interesse sui mutui.


Questo scenario ha determinato una contrazione della domanda, a cui è seguita una contrazione dei prezzi”. le città che hanno risentito maggiormente del calo dei prezzi sono state genova (-4,5%), firenze (-3,3%) e bologna (-3%). a roma e milano la contrazione dei prezzi si è attestata intorno al 2,2%.

domenica 21 settembre 2008

Case in vendita: prezzi stabili per il 2009

(Tempi)

a santa margherita si è svolto l’ultimo european outlook 2009 che ha fornito il contesto giusto per la presentazione di un’indagine di scenari immobiliari sui prezzi delle case in vendita in italia. E' emerso che nel primo semestre 2008 le quotazioni sono salite solamente dell’1,6%. la situazione potrebbe migliorare leggermente da qui a fine anno con una percentuale di crescita che potrebbe raggiungere quota 2%. ma per un vero e proprio balzo, stando alle stime dell’istituto, occorrerà attendere fino al 2009.

Calano del 7% i prezzi delle case, compravendite giù del 13%


(Libero Mercato)


Prezzi delle case in caduta libera nel primo trimestre del 2008.


L’ultimo studio di ubh sul mercato residenziale italiano certifica una flessione media dei prezzi degli immobili residenziali usati al 7%. i valori sono scesi dell ’8% a milano e dell’8,3% a roma. “è la prima volta dopo molti anni – spiega alessandro ghisolfi, direttore dell’ufficio studi ubh – che assistiamo a una contrazione così omogenea dei prezzi”.


le attese per la seconda parte dell’anno indicano ancora un’ulteriore flessione al ribasso dei prezzi delle case del 2-3 %

sabato 30 agosto 2008

Bankitalia rileva i prezzi delle case in italia: Roma batte Milano.


(LA Stampa)


Con una media di 4.353 euro al metro quadrato nel 2007 Roma è il mercato immobiliare più caro d'Italia. La capitale precede il capoluogo lombardo (3.470 euro/m2) e Venezia (3.106/m2).


Il prezzo medio per l’acquisto delle quattro mura in italia ammonta a 2.249 euro/m2, sopra la media Napoli (3.040 euro/m2), Genova (2.921 euro/m2), Firenze (2.862 euro/m2), Aosta (2.644 euro/m2) e Bologna (2.572 euro/m2).


Tra le grandi città, si collocano sotto la soglia dei 2mila euro, Torino (1.953 euro), Palermo (1.814) e Bari (1.763 euro), mentre la città con i prezzi più bassi è Catanzaro con appena 1.056 euro/m2

venerdì 11 luglio 2008

scendono i prezzi delle case a milano: -0,9% nel secondo trimestre

(idealista.it)

i prezzi degli immobili di “seconda mano” a milano segnano una flessione dello 0,9% nel secondo trimestre 2008. ora per acquistare casa sotto la madonnina occorrono in media 3.507 euro/m2, contro i 3.538 del rilevamento precedente. lo rileva l'ultimo rapporto di idealista.it condotto su un campione di 2136 immobili del portale. i quartieri più vicini alla media dei prezzi cittadini sono: città studi-lambrate (3.427 euro/m2), lorenteggio-bande nere (3.412 euro/m2) e famagosta-barona (3.317 euro/m2). più staccati, ma sempre nella fascia dai 3 mila euro in su, i quartieri greco-turro (3.190 euro/m2), certosa (3.116 euro/m2) e chiesa rossa-gratosoglio (3.025 euro/m2). i più cari, a parte il centro - prezzi che possono oscillare tra 4.667 euro/m2 per un appartamento in corso genova e i 25 mila euro/m2 per un’immobile di prestigio nel quadrilatero della moda -, garibaldi-porta venezia (4.778 euro/m2), navigli-bocconi (4.574 euro/m2), porta vittoria (4.468 euro/m2) e la zona fiera-de angeli (4.439 euro/m2). il quartiere con i prezzi più bassi della città è baggio con i suoi 2.725 euro/m2. sotto i 3 mila euro/m2 anche le zone corvetto-rogoredo (2.943 euro/m2) e comasina-bicocca (2.912 euro/m2)

fitch ottimista sul futuro di dubai

(Financial Times)

il vivace mercato immobiliare di dubai si avvicina al perfetto punto di equilibrio tra la domanda e offerta. secondo un rapporto dell'agenzia internazionale di valutazione del credito fitch, le nuove costruzioni immesse sul mercato toccheranno il punto massimo nel 2009-2010. nello stesso periodo potrebbe anche registrarsi nella città stato, dove si sta edificando a pieno ritmo spazi commerciali, un eccesso di offerta di spazi ad uso commerciale e da ufficio. intanto gli investitori stranieri stanno contribuendo a far crescere i prezzi degli immobili. i principali compratori di dubai sono indiani, arabi e inglesi, secondo le statistiche del governo. con una offerta basata sul residenziale di lusso e grandi spazi commerciali, l'entrata in scena di mercati emergenti e competitivi di abu dhabi e doha, secondo fitch la capacità attrattiva di dubai andrà ulteriormente ad incrementare la domanda straniera

comprare a roma ora costa meno, ma volano gli affitti

(La Repubblica)

con 56.132 abitazioni vendute a roma lo scorso anno è stato toccato il livello minimo di transazioni da sei anni a questa parte e adesso iniziano a scendere anche i prezzi. per il cresme nel secondo semestre 2007 le quotazioni sono diminuite fra lo 0.7 e il 3,5%, mentre un immobile nella capitale costa mediamente 4.150 euro/m2. dalla radiografia delle compravendite sul territorio, a ribasso (15%) il litorale nord, la tiburtina e la casilina, a rialzo invece le zone flaminia, salaria e il litorale sud. al momento i prezzi in città sono stazionari mentre iniziano a calare quelli delle aree fuori dal raccordo con diminuzioni tra l'1,5 e il 3%. per la prima volta dal '98 a roma comprare costa meno, lo stesso non si può dire per chi va in affitto. i prezzi delle locazioni oscillano tra i 900 euro di media per le zone fuori dal raccordo a più di 2.000 euro per un alloggio da 76 m2 nel centro storico. gli affitti a roma sono cresciuti del 77% nel giro di soli dieci anni

Tassi e prezzi sù. Ora la casa diventa MINI

(La repubblica)

tassi più alti per i mutui e prezzi più alti per le case hanno dato vita ad un mix letale: oggi, rispetto a tre anni fa le aspettative di chi intende comperare un immobile devono ridursi di un terzo. i calcoli sono presto fatti: nel periodo preso in considerazione il costo del parametro base per calcolare l’euribor è più che raddoppiato; secondo i dati di progetica al primo giugno 2005 l’euribor un mese/365 quotava 2,13%, alla stessa data di quest’anno stava al 4,52. ora per cercare case della stessa ampiezza si va fuori città, in cittadine con una buona qualità della vita e con servizi e infrastrutture alternative. ma qui, va detto, scatta l’effetto caro-benzina, senza contare le ore perse nel traffico