(La repubblica)
in germania e nel nord dell’europea i mutui agevolati per coppie e single omosessuali sono già una realtà, e ora arrivano anche in italia. l’iniziativa è stata lanciata dalla tedesca bhw bausparkasse ag, banca specializzata in prestiti casa, che ha appena siglato un accordo con l’arcigay per offrire ai suoi 160 mila iscritti prestiti a condizioni vantaggiose. la convenzione è però riservata ai soli tesserati
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venerdì 6 marzo 2009
martedì 10 febbraio 2009
mutui sotto il 4%, ma le banche non si adeguano
il decreto legge anti-crisi fissa al 4% il tetto massimo da applicare ai mutui a tasso variabile. tuttavia molti utenti si ritrovano ancora a dover pagare rate a un tasso superiore, anche se al livello attuale dei saggi questa soglia non dovrebbe essere mai oltrepassata. come è possibile? mancano decreti attuativi, inoltre la circolare diffusa dal ministero del tesoro, che concede alle banche tempo fino a fine febbraio per adeguarsi alla disposizione di legge, "autorizza" gli istituti di credito a prendere tempo.
nel frattempo se contrazione delle rate c'è stata, questa è dovuta alla caduta vertiginosa dell’euribor e non all’intervento degli istituti di credito tanto che mauro novelli, segretario generale dell'adusbef mette in guardia i consumatori invitandoli a prestare attenzione allo spread, il ricarico che ogni banca decide di aggiungere al tasso di base quale proprio ricavo. se questo è troppo alto vale la pena di rinegoziarlo. per novelli "è meglio che passare a un altro mutuo"
nel frattempo se contrazione delle rate c'è stata, questa è dovuta alla caduta vertiginosa dell’euribor e non all’intervento degli istituti di credito tanto che mauro novelli, segretario generale dell'adusbef mette in guardia i consumatori invitandoli a prestare attenzione allo spread, il ricarico che ogni banca decide di aggiungere al tasso di base quale proprio ricavo. se questo è troppo alto vale la pena di rinegoziarlo. per novelli "è meglio che passare a un altro mutuo"
Rate giù, perchè il mercato non riparte??
(Corriere della sera)
anche se il costo del danaro, ai minimi da quattro anni a questa parte, e la tendenza del mercato a calmierare i prezzi autorizzerebbero all'euforia, i suggerimenti degli esperti sono improntati alla cautela.
se è vero infatti che il finanziamento di un mutuo a tasso fisso è sceso di mezzo punto rispetto alla media del 2008 (al 5,5%) e i variabili sono tornati al di sotto della soglia del 4%, bisogna fare comunque i conti con la ciclicità di un'economia sempre più fluttuante. un mutuo variabile, ai tassi attuali è sottoscrivibile solo se si è in grado di sostenere aumenti almeno del 30% della spesa mensile.
comunque il vero problema sembra oggi la disponibilità del credito più del costo dello stesso. le banche erogano finanziamenti con il contagocce a privati e imprenditori scottati o direttamente colpiti dalla crisi. questi due fattori determinano insieme la stasi del mercato immobiliare
anche se il costo del danaro, ai minimi da quattro anni a questa parte, e la tendenza del mercato a calmierare i prezzi autorizzerebbero all'euforia, i suggerimenti degli esperti sono improntati alla cautela.
se è vero infatti che il finanziamento di un mutuo a tasso fisso è sceso di mezzo punto rispetto alla media del 2008 (al 5,5%) e i variabili sono tornati al di sotto della soglia del 4%, bisogna fare comunque i conti con la ciclicità di un'economia sempre più fluttuante. un mutuo variabile, ai tassi attuali è sottoscrivibile solo se si è in grado di sostenere aumenti almeno del 30% della spesa mensile.
comunque il vero problema sembra oggi la disponibilità del credito più del costo dello stesso. le banche erogano finanziamenti con il contagocce a privati e imprenditori scottati o direttamente colpiti dalla crisi. questi due fattori determinano insieme la stasi del mercato immobiliare
gran bretagna, la banca centrale taglia ancora i tassi
(Times co UK)
i dati ufficiali pubblicati lo scorso mese parlano chiaro: non solo la gran bretagna è in recessione, ma nell’ultimo quadrimestre del 2008 il prodotto interno lordo è precipitato di 1,5 punti percentuali. se poi a questo si aggiungono le infelici previsioni del fondo monetario internazionale, che parlano di un’ulteriore caduta dell’economia inglese del 2,8% nel 2009, si comprendono i motivi che hanno portato la banca d’inghilterra alla decisione di tagliare i tassi d'interesse di un ulteriore 0,5%, portandoli a quota 1%. non appena gli istituti di credito si adegueranno, 3,6 milioni di cittadini britannici che hanno contratto un mutuo a tasso variabile ancorato al tasso applicato dalla banca d’inghilterra, potranno godere nei prossimi mesi di un sensibile risparmio. per fare un esempio, chi ha contratto un prestito di 100mila sterline, beneficerà di un risparmio di 40 sterline mensili. e gli esperti avvertono: la banca d’inghilterra potrebbe continuare la corsa al ribasso
i dati ufficiali pubblicati lo scorso mese parlano chiaro: non solo la gran bretagna è in recessione, ma nell’ultimo quadrimestre del 2008 il prodotto interno lordo è precipitato di 1,5 punti percentuali. se poi a questo si aggiungono le infelici previsioni del fondo monetario internazionale, che parlano di un’ulteriore caduta dell’economia inglese del 2,8% nel 2009, si comprendono i motivi che hanno portato la banca d’inghilterra alla decisione di tagliare i tassi d'interesse di un ulteriore 0,5%, portandoli a quota 1%. non appena gli istituti di credito si adegueranno, 3,6 milioni di cittadini britannici che hanno contratto un mutuo a tasso variabile ancorato al tasso applicato dalla banca d’inghilterra, potranno godere nei prossimi mesi di un sensibile risparmio. per fare un esempio, chi ha contratto un prestito di 100mila sterline, beneficerà di un risparmio di 40 sterline mensili. e gli esperti avvertono: la banca d’inghilterra potrebbe continuare la corsa al ribasso
venerdì 28 novembre 2008
l'euribor torna ai livelli di 19 mesi fa
l'euribor a tre mesi, quello con il quale vengono indicizzati i mutui per l'acquisto degli immobili, è sceso per la prima volta sotto la soglia del 4% dopo 19 mesi. dopo i tagli della banca centrale europea ai tassi bce di ottobre e novembre, cala a ritmo più lento l'indice euribor e i benefici si fanno sentire sulle rate di quanti hanno contratto un mutuo con "sconti" tra 64 e 77 euro/mese.
un'elaborazione mutuionline condotta a novembre su un prestito da 100mila euro con euribor 360 a 3 mesi + 1% di spread mostra rate in calo da 865 a 801 euro per un mutuo di durata 15 anni, di 739 a 671 euro per un mutuo di durata 20 anni e da 625 a 548 euro per un mutuo di durata 30 anni. sono i primi effetti del calo dei tassi, altri effetti positivi dipenderanno dall'andamento dell'euribor
un'elaborazione mutuionline condotta a novembre su un prestito da 100mila euro con euribor 360 a 3 mesi + 1% di spread mostra rate in calo da 865 a 801 euro per un mutuo di durata 15 anni, di 739 a 671 euro per un mutuo di durata 20 anni e da 625 a 548 euro per un mutuo di durata 30 anni. sono i primi effetti del calo dei tassi, altri effetti positivi dipenderanno dall'andamento dell'euribor
mercoledì 8 ottobre 2008
Mercati interbancari: Euribor immobile, aumenta lo spread
I timonieri delle banche centrali hanno tagliato i tassi di interesse dello 0,50%, una mossa coordinata presa contemporaneamente da Bce, Fed, Banca del Canada, Banca Nazionale Svizzera, Banca Centrale della Svezia e anche dalla Banca della Cina. Le Borse sembrano avere ignorato il segnale e sul mercato interbancario la riduzione del costo del denaro è stato praticamente ininfluente. Solo il tasso overnight sull'euro è sceso sotto il 4% allineandosi al nuovo livello del tasso della Bce (3,75%), il resto è rimasto pressoché come prima.
In particolare, i tassi Euribor, ai quali sono indicizzati i mutui a tasso variabile, non si sono praticamente mossi. L'Euribor 3 mesi viaggia al 5,30% con una riduzione di appena 0,09 rispetto alla situazione precedente il taglio. Prima del taglio della Bce, lo spread era di 114 punti base, 4,25% contro 5,39%. Ora è salito a 155 punti, 3,75% contro 5,30%. Paradossalmente si è ampliato lo spread tra il tasso Refi e il tre mesi. Tesissima la situazione dei tassi sul dollaro, con i Fed Funds ora all'1,50%, ma i broker quotano l'overnight tra 7,5%-8 per cento.
Con la mossa odierna, le banche centrali si sono smarcate dalle pressioni delle Cancellerie, ma hanno anche dimostrato che politica monetaria e gestione delle liquidità sono due cose assolutamente differenti. I tassi di mercato restano elevati nonostante il taglio del costo del denaro. La crisi di liquidità può essere contrastata con immissioni di liquidità, ma poco si può fare se il rischio riguarda la solvibilità delle controparti.
Il denaro fornito generosamente dalle banche centrali al sistema bancario resta gelosamente custodito nei depositi che le stesse banche tengono presso le banche centrali. Una situazione drammatica e paradossale che non ridà fiato ai mercati.
In particolare, i tassi Euribor, ai quali sono indicizzati i mutui a tasso variabile, non si sono praticamente mossi. L'Euribor 3 mesi viaggia al 5,30% con una riduzione di appena 0,09 rispetto alla situazione precedente il taglio. Prima del taglio della Bce, lo spread era di 114 punti base, 4,25% contro 5,39%. Ora è salito a 155 punti, 3,75% contro 5,30%. Paradossalmente si è ampliato lo spread tra il tasso Refi e il tre mesi. Tesissima la situazione dei tassi sul dollaro, con i Fed Funds ora all'1,50%, ma i broker quotano l'overnight tra 7,5%-8 per cento.
Con la mossa odierna, le banche centrali si sono smarcate dalle pressioni delle Cancellerie, ma hanno anche dimostrato che politica monetaria e gestione delle liquidità sono due cose assolutamente differenti. I tassi di mercato restano elevati nonostante il taglio del costo del denaro. La crisi di liquidità può essere contrastata con immissioni di liquidità, ma poco si può fare se il rischio riguarda la solvibilità delle controparti.
Il denaro fornito generosamente dalle banche centrali al sistema bancario resta gelosamente custodito nei depositi che le stesse banche tengono presso le banche centrali. Una situazione drammatica e paradossale che non ridà fiato ai mercati.
Mutui sempre più cari, Euribor record da dieci anni
(sole24ore)
I tassi interbancari continuano a salire sulla spinta delle crisi del credito che paralizza i prestiti tra banche. E a farne le spese sono i milioni di europei che ogni mese hanno una rata di mutuo sulla casa da pagare.
La scadenza a tre mesi dell'Euribor, che rappresenta uno dei benchmark più importanti per il mercato interbancario dell'Eurozona, è salita al fixing odierno al 5,393% da 5,377% di ieri, un record da oltre dieci anni. La scadenza a una settimana ha aggiornato il massimo al 5,019% da 4,988% ieri, salendo per la prima volta al di sopra del 5%, così che tutte le scadenze si trovano ora al di sopra di questa soglia.
I tassi interbancari continuano a salire sulla spinta delle crisi del credito che paralizza i prestiti tra banche. E a farne le spese sono i milioni di europei che ogni mese hanno una rata di mutuo sulla casa da pagare.
La scadenza a tre mesi dell'Euribor, che rappresenta uno dei benchmark più importanti per il mercato interbancario dell'Eurozona, è salita al fixing odierno al 5,393% da 5,377% di ieri, un record da oltre dieci anni. La scadenza a una settimana ha aggiornato il massimo al 5,019% da 4,988% ieri, salendo per la prima volta al di sopra del 5%, così che tutte le scadenze si trovano ora al di sopra di questa soglia.
Tassi: taglio coordinato (50 p.b.) delle principali banche centrali

(sole24ore)
FRANCOFORTE - Le principali autorità monetarie del mondo hanno annunciato oggi un ribasso coordinato del costo del denaro. Il tentativo è di rispondere all'emergenza creata dalla crisi creditizia e di ridare fiducia ai mercati finanziari. Il tasso di riferimento della Banca centrale europea passa quindi dal 4,25 al 3,75%.
La decisione giunge all'improvviso, fuori da qualsiasi calendario. A partecipare alla mossa coordinata sono oltre alla Bce, anche la Federal Reserve (che ha portato i Fed Funds all'1,5%, e il tasso di sconto all'1,75%), la Riksbank svedese (al 4,25%), la Banca centrale canadese, la Banca d'Inghilterra(al 4,5%) e la Banca centrale svizzera (tassi base tagliati di 50 punti base, banda di oscillazione del Libor al 2-3%).
E' intervenuta anche la Banca centrale cinese con un taglio dello 0,27%: la riduzione avrà effetto da domani, con il tasso-base abbassato dal 7,20% al 6,93%. Pechino ha inoltre tagliato del 50% il livello delle riserve obbligatorie previsto per gli istituti bancari con effetto a partire dal prossimo 15 ottobre. Non è intervenuta la Banca centrale del Giappone che gia da tempo ha i tassi di interesse al minimo assoluto (0,5%), preferendo intervenire sul mercato iniettando liquidità. Infine la Banca centrale del Canada ha tagliato il tasso overnight di 50 p.b. che scende al 2,50 per cento.
In un comunicato, la Bce ha spiegato che la scelta coordinata è "senza precedenti". Giunge dopo che il consiglio direttivo dell'istituto monetario aveva aperto la porta a una riduzione del costo del denaro appena una settimana fa, in occasione di una conferenza stampa del presidente Jean-Claude Trichet. La Bce spiega oggi che la decisione è stata possibile perché nella zona euro i rischi inflazionistici sono diminuiti e le aspettative di inflazione sono stabili.La scelta di coordinare la riduzione del costo del denaro riflette bene la gravità della situazione. Da finanziaria la crisi è ormai diventata bancaria. Nel mondo industrializzato molti istituti di credito sono in crisi di liquidità e alla ricerca di nuovo capitale. Proprio oggi, il Governo inglese ha annunciato un piano che prevede la parziale nazionalizzazione del settore creditizio.
In Spagna, l'Esecutivo ha creato un fondo che riacquisterà le obbligazioni di cattiva qualità per aiutare i bilanci delle banche. In Italia, il Governo dovrebbe annunciare in giornata nuove misure per aiutare banche e risparmiatori.Ormai, anche in Europa, non solo negli Stati Uniti, la tempesta finanziaria scoppiata nell'estate 2007 ha scatenato una doppia risposta: monetaria e fiscale. Per uscire dalla crisi creditizia, l'establishment europeo ha deciso di utilizzare le due leve a sua disposizione. È la conferma di quanto grave sia la situazione.
Non si possono escludere ulteriori novità da parte delle autorità monetarie europee. Il ribasso dei tassi d'interesse annunciato oggi aiuta la fiducia delle famiglie e risponde alle incertezze economiche, ma non risolve di per sé il problema di sfiducia che da mesi ormai sta attanagliando il mercato monetario.A trenta minuti dall'annuncio dell'allentamento monetario non si segnalava una discesa significativa dei tassi di interesse di mercato. Il tasso d'interesse overnight in euro si è portato sotto il 4% in linea con il nuovo tasso di riferimento della Bce. Ma il resto della curva appare ancora in tensione. Il tasso a tre settimane rimane al 4,95%. Quello a tre mesi viaggia intorno al 5,30% con una riduzione di appena lo 0,09 rispetto alla situazione precedente il taglio al costo del denaro.
martedì 7 ottobre 2008
PORTABILITA' DEL MUTUO A COSTO ZERO!!!!
Ti segnalo che in questi giorni tutti coloro che, entro il 28 Maggio 2008, hanno stipulato un mutuo a tasso variabile stanno ricevendo, da parte della banca, una lettera informativa sulle diverse possibilità disponibili per modificare le condizioni ed il costo del proprio mutuo. Tra di esse vi sono la rinegoziazione ABI - Governo e la portabilità del mutuo.
In particolare, la possibilità della rinegoziazione è garantita a tutti i clienti delle banche che hanno aderito alla Convenzione ABI - Governo. Essa mantiene il mutuo a tasso variabile ma con una rata costante ridotta (calcolata sui valori del 2006) ed una durata totale che può variare in base all’andamento dei tassi.
Ti ricordo che, in alternativa alla suddetta rinegoziazione è disponibile il mutuo di surroga (la portabilità) che permette di sostituire il vecchio mutuo con uno più conveniente di un’altra banca, a costo zero per il cliente.
Con la surroga puoi anche modificare le condizioni (spread, spese, tipo di tasso) del mutuo originario. Così, ad esempio, puoi ottenere un tasso più basso rispetto a quello del vecchio mutuo, passare dal variabile al fisso, ridurre il peso della rata.
Se vuoi confrontare gli effetti sul tuo mutuo della rinegoziazione e della surroga, contattami o visita il blog:
http://mutuo-blog.blogspot.com/2008/05/confronto-matematico-tra-surroga-e.html
trovi un utile strumento per fare un confronto economico delle varie alternative, come nell’esempio sotto.
Mutuo originario: 125.000 euro, durata 20 anni, tasso variabile (Euribor 1 mese + 1,60%), stipulato a Settembre 2005.
Mutuo attuale: 6,30%(variabile)
durata residua : 17 anni rata/mese : € 987 Interessi passivi totali : € 69.421
Mutuo di surroga:(durata originaria) 5,72%(fisso)
durata residua : 17 anni rata/mese : € 870 Interessi passivi totali : € 65.835
Rinegoziazione: Convenzione ABI-Governo
durata residua : 21 anni rata/mese : € 804 Interessi passivi totali : € 88.454
Mutuo di surroga:(durata allungata) 5,72%(fisso)
durata residua : 21 anni rata/mese : € 772 Interessi passivi totali : € 82.933
Prodotto mutuo di surroga a tasso fisso (TAN 5,72%, ISC 5,87%) e zero spese. indici rilevati il 22/09/2008.
Come si nota dallo schema la convenzione Governo-Abi non è la migliore soluzione sul mercato , a meno che non si potuto far fronte a qualche rata , allora in quel caso diviene l'unica soluzione possibile per alleggerire l'incidenza della rata sul reddito mensile.
Scopri le migliori offerte per i mutui di surroga!!!
Bruno Zappia UIC 65866 ,Alzaia Naviglio Grande 46 - 20144 - Milano tel. 347/6984612 fax 02/8392949
In particolare, la possibilità della rinegoziazione è garantita a tutti i clienti delle banche che hanno aderito alla Convenzione ABI - Governo. Essa mantiene il mutuo a tasso variabile ma con una rata costante ridotta (calcolata sui valori del 2006) ed una durata totale che può variare in base all’andamento dei tassi.
Ti ricordo che, in alternativa alla suddetta rinegoziazione è disponibile il mutuo di surroga (la portabilità) che permette di sostituire il vecchio mutuo con uno più conveniente di un’altra banca, a costo zero per il cliente.
Con la surroga puoi anche modificare le condizioni (spread, spese, tipo di tasso) del mutuo originario. Così, ad esempio, puoi ottenere un tasso più basso rispetto a quello del vecchio mutuo, passare dal variabile al fisso, ridurre il peso della rata.
Se vuoi confrontare gli effetti sul tuo mutuo della rinegoziazione e della surroga, contattami o visita il blog:
http://mutuo-blog.blogspot.com/2008/05/confronto-matematico-tra-surroga-e.html
trovi un utile strumento per fare un confronto economico delle varie alternative, come nell’esempio sotto.
Mutuo originario: 125.000 euro, durata 20 anni, tasso variabile (Euribor 1 mese + 1,60%), stipulato a Settembre 2005.
Mutuo attuale: 6,30%(variabile)
durata residua : 17 anni rata/mese : € 987 Interessi passivi totali : € 69.421
Mutuo di surroga:(durata originaria) 5,72%(fisso)
durata residua : 17 anni rata/mese : € 870 Interessi passivi totali : € 65.835
Rinegoziazione: Convenzione ABI-Governo
durata residua : 21 anni rata/mese : € 804 Interessi passivi totali : € 88.454
Mutuo di surroga:(durata allungata) 5,72%(fisso)
durata residua : 21 anni rata/mese : € 772 Interessi passivi totali : € 82.933
Prodotto mutuo di surroga a tasso fisso (TAN 5,72%, ISC 5,87%) e zero spese. indici rilevati il 22/09/2008.
Come si nota dallo schema la convenzione Governo-Abi non è la migliore soluzione sul mercato , a meno che non si potuto far fronte a qualche rata , allora in quel caso diviene l'unica soluzione possibile per alleggerire l'incidenza della rata sul reddito mensile.
Scopri le migliori offerte per i mutui di surroga!!!
Bruno Zappia UIC 65866 ,Alzaia Naviglio Grande 46 - 20144 - Milano tel. 347/6984612 fax 02/8392949
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lunedì 6 ottobre 2008
Domande e risposte: risvolti sul consumatore con la crisi finanziaria in atto

(sole24ore)
La tempesta sui mercati finanziari ha ormai lasciato le sale ex-ovattate della finanza, ed è scesa nelle piazze e nei vicoli. Facendo la coda ai supermercati, i discorsi non riguardano Cdo e Abs e mutui subprime: i timori e i tremori sono scesi al livello del quotidiano e le pulsioni primitive toccano ormai l'istinto di sopravvivenza finanziaria, con preoccupazioni che guardano al conto corrente, ai titoli, ai prezzi, alle case...Parlare di panico forse è esagerato, ma il megafono della crisi amplifica tutto, e per capire le vere dimensioni di questo sommovimento della finanza è utile sgombrare l'animo dalle esagerazioni.
Vediamo allora di affrontare uno per uno questi angosciosi interrogativi.
C'è pericolo per i miei soldi in banca?
La risposta è breve. No, non c'è nessun pericolo. E per tre ragioni. Primo, perché il sistema bancario italiano è solido, ha un capitale adeguato e liquidità soddisfacente. Un atteggiamento prudente e una certa saggezza contadina l'han tenuto lontano dalle escursioni avventurose di altre banche e altri sistemi, e oggi le banche italiane continuano a fare il loro mestiere senza problemi. Secondo, anche se in qualche istituto ci fossero problemi, questi sarebbero risolti con la fusione con altri istituti, come è accaduto talvolta nella storia bancaria. Terzo, perché c'è in Italia, come negli altri Paesi, una rete di sicurezza: lo Stato assicura i depositi fino a 100mila e rotti euro. Insomma, è praticamente certo che nessuno perderà un euro.
I prezzi continueranno ad aumentare?
I prezzi sono aumentati da un anno a questa parte essenzialmente a causa dell'impennata mondiale delle materie prime, dal petrolio al grano, e quindi dalla benzina alla pasta. Ma questo impetuoso aumento sta rifluendo. Si erano date situazioni di bolla, in cui i prezzi aumentavano oggi solo perché erano aumentati ieri e si pensava aumentassero domani, ma questa bolla, come sempre succede, si sta sgonfiando. Nel caso delle quotazioni del petrolio, però, dietro alla bolla vi era e vi è anche uno squilibrio fra domanda e offerta, dato l'impetuoso sviluppo dei Paesi emergenti e la lentezza dell'offerta nell'adeguarsi alla domanda (lentezza più pronunciata rispetto al caso delle derrate alimentari). Anche se il prezzo del petrolio sta diminuendo, non c'è da aspettarsi che torni ai livelli del 2007, e bisogna quindi proteggersi risparmiando energia: su questo piano ci sono molte cose da fare.
Torna la disoccupazione?
Gli ultimi dati dell'Istat hanno segnalato un netto aumento dei disoccupati, ma anche un aumento degli occupati. Quando la congiuntura è forte le forze di lavoro aumentano perché tornano i "disoccupati scoraggiati", quelli che prima ne erano usciti perché tanto il lavoro non si trovava. Quello che sta succedendo ora è un fenomeno diverso. Le forze di lavoro aumentano perché, date le difficoltà di arrivare alla fine del mese, vi rientrano coloro che hanno assoluto bisogno di lavorare. Il solo aspetto positivo è che il potere d'acquisto dovrebbe beneficiare del calo dell'inflazione.
Le pensioni sono a rischio?
Anche qui la risposta è breve: no. Tutto quello che sta succedendo non ha niente a che fare con il pagamento delle pensioni. Questo è garantito dallo Stato e continuerà secondo le regole in vigore. Cosa succederà ai prezzi delle case? Nel mondo gli ultimi anni hanno visto, dall'Irlanda alla Nuova Zelanda, una colossale bolla immobiliare. Tutte le volte che le bolle si verificano, sono seguite da uno sgonfiamento. Questo è in corso in America (-16% rispetto a un anno fa), in Gran Bretagna (-12%) e in altri Paesi. In Italia la situazione è variegata, ma nel complesso i prezzi hanno smesso di crescere e in molti casi stanno ripiegando. Il che è una buona notizia per chi cerca casa, una notizia neutra per chi la casa ce l'ha già, e una cattiva notizia per quegli istituti (fortunatamente pochi) che hanno fatto prestiti sulla base del 100% del valore della casa e hanno mutuatari che non pagano.
Cosa succederà al mio mutuo?
Distinguiamo fra chi ha già un mutuo e chi ne deve fare uno per la prima volta. Chi ha fatto in passato un mutuo a tasso fisso dorme fra due guanciali. Chi lo ha fatto a tassi variabili ha avuto alcune sgradite sorprese: i tassi a breve, cui i mutui sono indicizzati, sono aumentati anche prima che la Banca centrale europea aumentasse il suo tasso-guida a luglio. Ma oggi diventa chiaro che quell'improvvida decisione dovrà essere rimangiata e le tensioni sui tassi a breve, dopo le fibrillazioni di queste settimane, dovrebbero calare di nuovo. Chi deve fare un mutuo per la prima volta pagherà un tasso a lunga di circa un quarto di punto superiore rispetto a quello che prevaleva a metà 2007, prima dell'inizio di questo pasticcio. Ma avrà il vantaggio che da allora a oggi i prezzi delle case si sono fermati e in molti casi hanno cominciato a diminuire.
Dove andranno i tassi d'interesse?
Questa è una domanda che riguarda sia chi gli interessi li riscuote (il risparmiatore) sia chi li paga (chi prende i soldi a prestito). Chi aveva investito in titoli sicuri, come quelli sui titoli pubblici, è protetto sul capitale e riscuote gli interessi all'incirca come prima: sui tassi a lunga prende un po' meno rispetto a quel che prendeva prima della crisi dei mutui, dato che questa ha scatenato una "fuga verso la qualità", cioè verso il porto sicuro dei titoli pubblici. Sui tassi a breve prende un po' di più, dato che questi sono aumentati in Europa (ma ora son destinati a diminuire di nuovo). Per chi gli interessi li paga, c'è stato un aumento per imprese e famiglie che va (rispetto a metà dell'anno scorso) da un quarto a tre quarti di punto. Ma le banche continuano a prestar soldi: con un'economia che cresce, a valor nominale, del 3-4%, i prestiti delle banche alle imprese crescono del 10 per cento. Solo nel settore dei mutui i prestiti non crescono più, ma questo dipende più dalla domanda spaurita (e in attesa del calo dei prezzi delle case) che da una chiusura delle banche.
Se il Governo deve salvare una banca, chi pagherà il conto?
Si dice spesso che i salvataggi pubblici di banche e imprese sono "a carico del contribuente". Questa affermazione deve essere presa con un grano di sale. Le imposte non aumentano per effetto dei salvataggi. Questi sono operazioni di ingegneria finanziaria che potranno costare molto o non costare niente o addirittura far guadagnare lo Stato, una volta depositato il polverone. Tutto dipende dalle modalità del salvataggio e dalla possibilità di risanare quel che è stato salvato. Per esempio, quando la Banca d'Italia salvò il Banco di Napoli, alla fin fine chi ci rimise fu il bilancio della Banca centrale, che fece meno utili e quindi versò meno dividendi al Tesoro. L'effetto sul conto economico della Pubblica amministrazione fu modesto e diluito su più anni.
Ho un po' di liquidità: cosa devo fare?
Nelle Borse i titoli finanziari sono stati puniti, in molti casi oltre quel che è giusto, e quindi i prezzi potrebbero essere una finestra d'acquisto. Ma anche se si è convinti che il mercato dà di questi titoli valutazioni irrazionalmente basse, bisogna ricordare quel che diceva Keynes: «Il mercato può rimanere irrazionale più a lungo di quanto voi possiate rimanere solventi». Per il resto, mantenersi liquidi è la soluzione più sicura: in questi frangenti bisogna preoccuparsi non del ritorno sul capitale, ma del ritorno del capitale.
Ma tutto questo è colpa degli speculatori?
Se si intende per "speculatori" qualche malvagio gruppo di biechi individui che scientemente spremono soldi dai comuni mortali, si è fuori strada. L'avidità è connaturata al modo di funzionare dell'economia e per questo ci vogliono regole per incanalare questa forza possente verso il bene comune. La colpa quindi sta nell'assenza o nella non-applicazione delle regole. Una volta che questa indolenza regolatoria ha lasciato crescere la montagna di "titoli tossici", la crisi non poteva essere evitata, così come il febbrone non può essere evitato una volta che il virus è entrato nell'organismo. Ma il virus non è un virus mortale. Da questa crisi ne usciremo, avendo imparato qualche lezione su come evitare che si ripeta.
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mercoledì 1 ottobre 2008
La domanda di mutui in stallo anche nel secondo quadrimestre 2008

(Sole24ore)
La domanda di nuovi mutui da parte delle famiglie italiane si conferma in stallo anche nel secondo quadrimestre del 2008.
L'analisi di CRIF – resa possibile dall'esaustività e profondità del patrimonio informativo di EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF - evidenzia in dettaglio come la "ripresina" della domanda di luglio (+2% rispetto allo stesso mese del 2007) sia stata effimera.
Ad agosto la domanda di mutui presenta infatti una nuova decelerazione (-9% rispetto ad agosto 2007).
Andando oltre il dato mensile, che offre indicazioni altalenanti, l'analisi per quadrimestre chiarisce meglio come la minore fiducia instillatasi nelle famiglie italiane abbia prodotto un rallentamento nella domanda di mutui, la quale ha a monte, in molti casi, la decisione di rinviare l'investimento-casa.
Il punto di svolta è stato la fine del 2007: fino ad allora i tassi di crescita della domanda di nuovi mutui da parte delle famiglie erano stati sostenuti:
+ 10% gennaio-aprile 2007 rispetto al medesimo periodo 2006
+ 15% maggio-agosto 2007 rispetto al medesimo periodo 2006
+ 6% settembre-dicembre 2007 rispetto al medesimo periodo 2006
+ 10% gennaio-aprile 2007 rispetto al medesimo periodo 2006
+ 15% maggio-agosto 2007 rispetto al medesimo periodo 2006
+ 6% settembre-dicembre 2007 rispetto al medesimo periodo 2006
Con l'inizio del 2008, l'effetto delle aspettative declinanti si è riverberato sulla domanda:
+1% gennaio-aprile 2008 rispetto al medesimo periodo 2007
- 7% maggio-agosto 2008 rispetto al medesimo periodo 2007.
+1% gennaio-aprile 2008 rispetto al medesimo periodo 2007
- 7% maggio-agosto 2008 rispetto al medesimo periodo 2007.
Il saldo complessivo gennaio-agosto 2008 rispetto al corrispondente periodo del 2007 registra un -3%: per la prima volta, dopo molti anni, la domanda di nuovi mutui presenta una decelerazione.
La domanda di mutui è strettamente connessa all'andamento delle compravendite immobiliari.È chiaro che il rinvio, da parte di un numero crescente di famiglie, dell'investimento-casa, può non produrre effetti macroeconomici diretti paragonabili, ad esempio, a quelli che possono essere indotti dall'analogo fenomeno che sta colpendo il credito finalizzato: in molti casi la richiesta di mutuo è funzionale a facilitare la "sostituzione" della attuale abitazione con una nuova.
Tuttavia, va segnalato che l'unico segmento di mutui la cui domanda è in crescita, nel periodo gennaio-agosto 2008 (vs pari periodo 2007) è quello della classe di importo oltre i 200mila euro.
Il barometro CRIF della domanda di crediti alle famiglie è uno strumento di analisi unico per originalità e tempestività, che si fonda sull'esaustività e profondità del patrimonio informativo di EURISC, il SIC di CRIF che raccoglie informazioni sulla gran parte dei finanziamenti erogati nel mercato retail del nostro Paese. Con cadenza mensile, con dati aggiornati alla fine del mese precedente, l'analisi del Barometro evidenzia l'andamento delle richieste di nuovi prestiti finalizzati (pubblicazione online il giorno 10 del mese), mutui (il 20 del mese) e prestiti personali (il 30 del mese).
Ancora record per l’EURIBOR

(La repubblica)
L’euribor a un mese è salito di sei punti, attestandosi a 4,91% e segnando il record degli ultimi nove mesi. L’euribor a una settimana invece tocca il massimo da maggio 2001, pari al 4,74% e a un progresso di 4 punti base. più lieve l’incremento dell’euribor a tre mesi, che sale da 5,06% a 5,o7%.
Conseguenze diretta della crisi dei mutui subprime che costeranno alle famiglie italiane che hanno sottoscritto un mutuo di 100 mila euro nel 2005 almeno 2.500. lo afferma elio lannutti, senatore dell'italia dei valori, sottolineando che la commissione finanze della camera ha stabilito un calendario per le audizioni di isvap, consob e bankitalia. Si inizia il 7 ottobre con l'audizione di giancarlo giannini, presidente dell'isvap - dice lannutti - e si termina con quella del governatore della banca d'italia mario draghi, sentendo anche i vertici della maggiori banche e delle assicurazioni più importanti.
domenica 21 settembre 2008
Nuovo record dei tassi sui mutui

(L'unità)
I tassi sui mutui per le case sono sempre più cari, e ad agosto macinano un nuovo record, arrivando ad agosto a quota 5,96%, il livello più alto da sei anni a questa parte. è quanto emerge dal rapporto mensile dell’abi.
proprio questo aumento del costo dei prestiti sta portando molte famiglie italiane a rinegoziare il proprio mutuo bancario, alla luce delle nuove normative introdotte dal decreto dell’ex ministro bersani e rafforzate dall’attuale ministro dell’economia tremonti. sempre il bollettino dell’abi sottolinea che è tutto il comparto dei finanziamenti bancari che mostra tassi in crescita. le ragioni sono da ricercarsi nella politica monetaria della bce, che a luglio ha portato l’euribor al 4,25%, ma anche nelle condizioni del mercato interbancario, che nelle scadenze brevi (entro tre mesi) tra luglio e agosto ha manifestato in media un aumento di circa 1 punto base
Mutui alle stelle, così cala la rata

(Gente)
Carissimi mutui: la corsa del costo del denaro non accenna a fermarsi e in luglio il tasso effettivo ha sfondato quota 6%.
I dati sono della banca d’italia, che ha rilevato come il tasso effettivo globale, il taeg – unico indicatore che tiene conto anche delle spese e dà la misura completa del costo del prestito - si sia attestato al 6,07% per le nuove operazioni. quasi il doppio rispetto a quattro anni fa.
Gli italiani che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile prima del 28 maggio scorso hanno la possibilità di rinegoziare il proprio mutuo tramite l'accordo con il Ministero del tesoro, la soluzione è consigliata nel caso in cui la durata residua del prestito sia bassa (dai 5 ai 7 anni) e soprattutto da chi ha avuto problemi con il pagamento delle rate e quindi non avrebbe possibilità di ottenere un nuovo mutuo da un altro istituto di credito a condizioni migliorative (Surroga o Rinegoziazione).
sabato 30 agosto 2008
Case più care: affitti +14%, mutui +8% in 2 anni.

(La Repubblica)
La casa è un bene sempre più caro per gli italiani, a rilevarlo è uno studio istat secondo il quale negli ultimi 2 anni la spesa per gli affitti sarebbe cresciuta del 14%, mentre è aumentata del 7,53% la spesa media relativa all'acquisto della casa con un mutuo (da 438 a 471 euro mensili).
Non solo, se oltre al costo della casa si calcolano le spese per l'abitazione (utenze domestiche, il condominio, la manutenzione e così via), si scopre che queste assorbono un quarto del bilancio familiare (una media del 26,7%).
La Liguria è la regione dove si spende di più per la casa e la sua gestione (700 euro su una media di spese pari a 2.236 euro/mese), la Calabria è l'area dove si spende meno (circa 367 euro su una media di spese pari a 1.995 euro/mese).
Provincia di Venezia è boom di pignoramenti.

(Gazzettino)
Aumentano del 30% su base annua i pignoramenti immobiliari segnalati dal tribunale civile in provincia di venezia.
Le rate inevase dei mutui immobiliari, ma anche l'aumento incontrollato dei prezzi energetici sono i primi responsabili della difficile situazione che costringe sempre più cittadini a rinunciare al proprio immobile.
Quest'anno in provincia di venezia i pignoramenti operati sono già 508 (dati di agosto), lo scorso anno erano stati 627 contro i 495 del 2006, con l'effetto della crisi economica già si preannuncia, per l'anno in corso, un nuovo triste record.
venerdì 11 luglio 2008
Tassi e prezzi sù. Ora la casa diventa MINI
(La repubblica)
tassi più alti per i mutui e prezzi più alti per le case hanno dato vita ad un mix letale: oggi, rispetto a tre anni fa le aspettative di chi intende comperare un immobile devono ridursi di un terzo. i calcoli sono presto fatti: nel periodo preso in considerazione il costo del parametro base per calcolare l’euribor è più che raddoppiato; secondo i dati di progetica al primo giugno 2005 l’euribor un mese/365 quotava 2,13%, alla stessa data di quest’anno stava al 4,52. ora per cercare case della stessa ampiezza si va fuori città, in cittadine con una buona qualità della vita e con servizi e infrastrutture alternative. ma qui, va detto, scatta l’effetto caro-benzina, senza contare le ore perse nel traffico
tassi più alti per i mutui e prezzi più alti per le case hanno dato vita ad un mix letale: oggi, rispetto a tre anni fa le aspettative di chi intende comperare un immobile devono ridursi di un terzo. i calcoli sono presto fatti: nel periodo preso in considerazione il costo del parametro base per calcolare l’euribor è più che raddoppiato; secondo i dati di progetica al primo giugno 2005 l’euribor un mese/365 quotava 2,13%, alla stessa data di quest’anno stava al 4,52. ora per cercare case della stessa ampiezza si va fuori città, in cittadine con una buona qualità della vita e con servizi e infrastrutture alternative. ma qui, va detto, scatta l’effetto caro-benzina, senza contare le ore perse nel traffico
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domenica 29 giugno 2008
caro mutui, picco delle insolvenze
(QN)
più pignoramenti causa caro mutui, un aumento del 20% in un annuo secondo adusbef che denuncia "3,2 milioni di famiglie a rischio insolvenza.
i picchi massimi all'aquila (+41%), lecce (+35%) e napoli (+29%). l'italia è il paese dove il danaro costa di più, con tassi superiori dello 0,79% rispetto ad altri paesi europei, dito puntato dunque contro le banche che starebbero disattendendo le surreghe introdotte dal decreto bersani e preoccupazione per un regime bencario e assicurativo condizionato da scarsa concorrenza
più pignoramenti causa caro mutui, un aumento del 20% in un annuo secondo adusbef che denuncia "3,2 milioni di famiglie a rischio insolvenza.
i picchi massimi all'aquila (+41%), lecce (+35%) e napoli (+29%). l'italia è il paese dove il danaro costa di più, con tassi superiori dello 0,79% rispetto ad altri paesi europei, dito puntato dunque contro le banche che starebbero disattendendo le surreghe introdotte dal decreto bersani e preoccupazione per un regime bencario e assicurativo condizionato da scarsa concorrenza
venerdì 13 giugno 2008
Berlino: giusto alzare i tassi
(Sole24ore)
Beda RomanoFRANCOFORTE.
Dal nostro corrispondenteForse, non poteva essere altrimenti: la decisione della Banca centrale europea di alzare il costo del denaro, probabilmente in luglio, ha provocato nuove tensioni tra i governi della zona euro. Il braccio di ferro politico-monetario non è nuovo nell'Unione, ma questa volta è scoppiato in momento delicatissimo, di crescenti divergenze tra le economie nazionali.Nel fine settimana, il primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero ha criticato la Bce e il suo presidente Jean-Claude Trichet: «Raccomanderei al signor Trichet un po' più di prudenza. Tutti noi rispettiamo l'indipendenza della Bce, ma ci aspettiamo che l'istituto monetario si comporti in modo responsabile».
L'attacco è stato particolarmente chiaro, per certi versi quasi offensivo, visto il riferimento alla responsabilità. Più diplomatico era stato venerdì il ministro delle Finanze portoghese Fernando Teiera dos Santos, che si era limitato a preannunciare «momenti più difficili» per le famiglie in Portogallo, complice un aumento dei tassi d'interesse sui mutui.Anche sul fronte italiano sono emerse critiche all'annuncio della Bce di voler probabilmente aumentare i tassi d'interesse in occasione della sua prossima riunione.
Da Verona, il presidente degli industriali veneti Andrea Riello ha notato un peggioramento della congiuntura e ha avvertito: «Sembra che a livello europeo la Bce voglia male all'economia del continente». Ieri Trichet non ha voluto rispondere alle domande sulle critiche provenienti dalla Spagna. Parlando da Parigi, ha ricordato soltanto come la Bce «tenga molto» alla sua indipendenza e ribadito quanto affermato giovedì scorso: un rialzo del costo del denaro, dal 4,0% al 4,25%, nelle prossime settimane «non è certo, è possibile».
A prestare man forte all'istituto monetario di Francoforte è stato il Governo tedesco, che ha respinto qualsiasi tentativo di influenzare la Bce. Ha detto il portavoce Thomas Steg: «Non abbiamo nessuna critica da formulare contro la Bce o contro il signor Trichet. Se il Signor Zapatero vede le cose diversamente, ebbene deve spiegare la sua posizione».Il botta-e-risposta è stato netto e ha messo in scena i principali protagonisti dell'attuale momento economico. La Spagna sta soffrendo un forte rallentamento della congiuntura: il Paese è alle prese con lo scoppio della bolla immobiliare e con un aumento della disoccupazione.
La Germania invece continua a crescere, addirittura meglio delle attese. Dietro al braccio di ferro tra i Governi si nascondono evidenti divergenze economiche, accentuate dalla crisi creditizia scoppiata ormai un anno fa. Mentre per i tedeschi l'aumento del costo del denaro è considerato inevitabile tenuto conto dell'elevato prezzo del petrolio, per gli spagnoli la stretta è percepita come un ulteriore peso sull'economia.Secondo molti commentatori la scelta della Bce, che giovedì scorso ha aperto la porta a un aumento del costo del denaro in luglio, comporta rischi, vista l'incerta situazione economica e le perduranti tensioni sui mercati. Ieri il vice presidente Lucas Papademos è stato chiamato a difendere una decisione controversa (si veda l'articolo in pagina).
Per ora, gli altri Paesi dell'Unione sembrano optare per il silenzio: in parte probabilmente perché le pressioni inflazionistiche sono diventate talmente impopolari che una stretta monetaria è considerata il male minore in questo momento. Peraltro, in molti Stati membri lo shock petrolifero degli anni 70 ha dimostrato che politiche monetarie restrittive sono nel medio termine quelle più appropriate.
Beda RomanoFRANCOFORTE.
Dal nostro corrispondenteForse, non poteva essere altrimenti: la decisione della Banca centrale europea di alzare il costo del denaro, probabilmente in luglio, ha provocato nuove tensioni tra i governi della zona euro. Il braccio di ferro politico-monetario non è nuovo nell'Unione, ma questa volta è scoppiato in momento delicatissimo, di crescenti divergenze tra le economie nazionali.Nel fine settimana, il primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero ha criticato la Bce e il suo presidente Jean-Claude Trichet: «Raccomanderei al signor Trichet un po' più di prudenza. Tutti noi rispettiamo l'indipendenza della Bce, ma ci aspettiamo che l'istituto monetario si comporti in modo responsabile».
L'attacco è stato particolarmente chiaro, per certi versi quasi offensivo, visto il riferimento alla responsabilità. Più diplomatico era stato venerdì il ministro delle Finanze portoghese Fernando Teiera dos Santos, che si era limitato a preannunciare «momenti più difficili» per le famiglie in Portogallo, complice un aumento dei tassi d'interesse sui mutui.Anche sul fronte italiano sono emerse critiche all'annuncio della Bce di voler probabilmente aumentare i tassi d'interesse in occasione della sua prossima riunione.
Da Verona, il presidente degli industriali veneti Andrea Riello ha notato un peggioramento della congiuntura e ha avvertito: «Sembra che a livello europeo la Bce voglia male all'economia del continente». Ieri Trichet non ha voluto rispondere alle domande sulle critiche provenienti dalla Spagna. Parlando da Parigi, ha ricordato soltanto come la Bce «tenga molto» alla sua indipendenza e ribadito quanto affermato giovedì scorso: un rialzo del costo del denaro, dal 4,0% al 4,25%, nelle prossime settimane «non è certo, è possibile».
A prestare man forte all'istituto monetario di Francoforte è stato il Governo tedesco, che ha respinto qualsiasi tentativo di influenzare la Bce. Ha detto il portavoce Thomas Steg: «Non abbiamo nessuna critica da formulare contro la Bce o contro il signor Trichet. Se il Signor Zapatero vede le cose diversamente, ebbene deve spiegare la sua posizione».Il botta-e-risposta è stato netto e ha messo in scena i principali protagonisti dell'attuale momento economico. La Spagna sta soffrendo un forte rallentamento della congiuntura: il Paese è alle prese con lo scoppio della bolla immobiliare e con un aumento della disoccupazione.
La Germania invece continua a crescere, addirittura meglio delle attese. Dietro al braccio di ferro tra i Governi si nascondono evidenti divergenze economiche, accentuate dalla crisi creditizia scoppiata ormai un anno fa. Mentre per i tedeschi l'aumento del costo del denaro è considerato inevitabile tenuto conto dell'elevato prezzo del petrolio, per gli spagnoli la stretta è percepita come un ulteriore peso sull'economia.Secondo molti commentatori la scelta della Bce, che giovedì scorso ha aperto la porta a un aumento del costo del denaro in luglio, comporta rischi, vista l'incerta situazione economica e le perduranti tensioni sui mercati. Ieri il vice presidente Lucas Papademos è stato chiamato a difendere una decisione controversa (si veda l'articolo in pagina).
Per ora, gli altri Paesi dell'Unione sembrano optare per il silenzio: in parte probabilmente perché le pressioni inflazionistiche sono diventate talmente impopolari che una stretta monetaria è considerata il male minore in questo momento. Peraltro, in molti Stati membri lo shock petrolifero degli anni 70 ha dimostrato che politiche monetarie restrittive sono nel medio termine quelle più appropriate.
mercoledì 28 maggio 2008
Confronto Matematico tra SURROGA e RINEGOZIAZIONE ABI-MINISTERO
Confronto tra RINEGOZIAZIONE e PORTABILITA' (SURROGA) su:
mutuo residuo € 100.000,00 x 25 anni su tasso variabile Euribor 1 mese + 1,50%
mutuo residuo € 100.000,00 x 25 anni su tasso variabile Euribor 1 mese + 1,50%
rinegoziazione come da proposta ABI-Ministero Economia
Evidenziati i valoridi tasso , rata ed interessi totali tra le diverse alternative
Elaborazione dati www.mutuionline.it
Evidenziati i valoridi tasso , rata ed interessi totali tra le diverse alternative
Elaborazione dati www.mutuionline.it
| Ipotesi Euribor 1 mese: costante al 4,37% (rilevazione 26.5.2008) | ||||||
| mutuo | ABI | Surroga | Surooga | |||
| originario | Ministero | Durata originaria | Durata allungata | |||
| Spread | 1,50% | 1,50% | 0,90% | 0,90% | ||
| Tasso | 5,87% | 5,72% | 5,27% | 5,27% | ||
| Durata residua | 25 | 36 | 25 | 36 | ||
| Rata | € 644,00 | € 550,00 | € 607,00 | € 521,00 | ||
| Interessi totali | € 93.200,00 | € 137.800,00 | € 82.200,00 | € 125.200,00 | ||
| Ipotesi Euribor 1 mese: costante al 5% (incremento rispetto all'attuale livello) | |||||
| mutuo | ABI | Surroga | Surooga | ||
| originario | Ministero | Durata originaria | Durata allungata | ||
| Spread | 1,50% | 1,50% | 0,90% | 0,90% | |
| Tasso | 6,50% | 5,97% | 5,90% | 5,90% | |
| Durata residua | 25 | 40 | 25 | 40 | |
| Rata | € 683,00 | € 552,00 | € 646,00 | € 547,00 | |
| Interessi totali | € 105.000,00 | € 185.800,00 | € 93.700,00 | € 162.500,00 | |
| Ipotesi Euribor 1 mese: costante al 3,70% (ribasso rispetto all'attuale livello) | |||||
| mutuo | ABI | Surroga | Surooga | ||
| originario | Ministero | Durata originaria | Durata allungata | ||
| Spread | 1,50% | 1,50% | 0,90% | 0,90% | |
| Tasso | 5,20% | 5,20% | 4,60% | 4,60% | |
| Durata residua | 25 | 31 | 25 | 31 | |
| Rata | € 603,00 | € 540,00 | € 568,00 | € 510,00 | |
| Interessi totali | € 81.000,00 | € 101.000,00 | € 70.300,00 | € 89.600,00 | |
| Ipotesi Euribor 1 mese: costante al 3,00% (forte ribasso rispetto all'attuale livello) | |||||
| mutuo | ABI | Surroga | Surooga | ||
| originario | Ministero | Durata originaria | Durata allungata | ||
| Spread | 1,50% | 1,50% | 0,90% | 0,90% | |
| Tasso | 4,50% | 4,52% | 3,90% | 3,90% | |
| Durata residua | 25 | 26 | 25 | 26 | |
| Rata | € 562,00 | € 551,00 | € 528,00 | € 516,00 | |
| Interessi totali | € 68.600,00 | € 71.900,00 | € 58.300,00 | € 60.900,00 | |
Questo dimostra che finanziariamente la SURROGA è in tutti gli scenari possibili la migliore soluzione rispetto alla convenzione ABI - Ministero dell'economia , che porta sollievo in rata nel breve periodo ma in sostanza in ogni scenario sia che i tassi salgano o scendano o che rimangano tali e quali a quelli odierni aumentano solo le entrate delle banche su un prodotto già venduto.
Il tutto considerando che qui le ipotesi di surroga sono state fatte su uno spread 0,90% e non 0,60% come attualmente ho disponibile fino a fine luglio.
Bruno Zappia UIC 65866 , Alzaia Naviglio Grande 46 - 20144 - Milano tel. 347/6984612 fax 02/8392949
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