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venerdì 6 marzo 2009

Investimenti immobiliari all’estero, l’italiano si fa più prudente

(affari e finanza)

secondo lo studio condotto da scenari immobiliari, dopo anni di crescita costante sono calati gli investimenti degli italiani nel mattone estero (-20% a inizio anno rispetto allo stesso periodo del 2008). complice il crollo delle quotazioni immobiliari, attrae ancora il mercato statunitense, dove sono state concluse il 28% delle transazioni da inizio anno. il crollo della sterlina riposiziona il mercato britannico, dove gli acquisti sono aumentati del 2% a inizio 2009. una novità è rappresentata dall’immobiliare irlandese, che raccoglie il 5% delle transazioni affettuate. quanto alle tipologie abitative, gli italiani preferiscono acquistare nelle zone centrali delle grandi città (45%), in quelle di pregio (30%) oppure nelle aree semicentrali (25%). le soluzioni più ricercate hanno un’ampiezza di 45-60 m2 (45%). seguono le abitazioni dai 60 ai 120 m2 (38%), dai 120 ai 150 m2 (12%), mentre solo il 5% degli investitori opta per case più grandi di 150 m2. i compratori sono soprattutto imprenditori (38%) e professionisti (25%), ma non mancano dirigenti (18%) e commercianti (13%)

martedì 10 febbraio 2009

Isole in vendita

«Vorrei che da qualche parte esistesse un'isola riservata a chi è saggio e di buona volontà» sosteneva Albert Einstein. Che un atollo personale, in cui vivere con poche anime davvero affini, poteva solo sognarselo, visto che aveva uno stipendio da docente universitario e due ex mogli a cui pagare gli alimenti.
Anche perché, nel secolo scorso, possedere una piccola terra protetta dall'acqua era un privilegio riservato a star di Hollywood come Marlon Brando o a leggende del balletto classico come Rudolf Nureyev. O di antichissime famiglie, come i Borromeo, da secoli signori di tre splendide isole al centro del Lago Maggiore.

«Ma oggi ci sono atolli e piccole terre emerse alla portata, se non di tutti, di molti» sostiene Farhad Vladi, un tedesco di origine persiana che ha trasformato in business la sua passione per le isole, nata dopo la lettura adolescenziale di Robinson Crusoe. È presidente dell'agenzia immobiliare specializzata Vladi Private Islands, con sede ad Amburgo (tel. 004940338989, www.vladi-private-islands.de) e a Halifax, in Canada, paese che vanta al momento il maggior numero di isole private nel mondo.
«Ne vendo una trentina l'anno, non solo ai Tropici» continua Vladi.

«Quasi tutte sono nella fascia di prezzo compresa tra i 200 mila e i 2 milioni di dollari. Anche se ne esistono di meno care, intorno ai 100 mila euro. E, ovviamente, di costosissime». Non sempre le offerte più prestigiose sono in luoghi esotici. È in vendita a 22 milioni di dollari, per esempio, il castello Singer (costruito nel 1905 dal proprietario della fabbrica di macchine per cucire) di Dark Island, poco lontano da New York.
Una delle isole meno care in commercio è Punta Tigre, nel Mar dei Caraibi, poco a nord di Panama. Costa solo 50 mila dollari ma si trova nel Golfo di los Mosquitos: vale a dire Golfo delle Zanzare. Un nome che promette male.

«La flora e la fauna, insetti compresi» consiglia l'agente immobiliare tedesco «sono un fattore cruciale nella scelta del proprio eden privato. Una pianta cui si è allergici, per esempio, basta a trasformare il paradiso in un inferno. E in uno stesso arcipelago spesso ci sono isole senza serpenti e altre infestate di rettili velenosi». E come fare ad appurarlo? «Io consiglio sempre un periodo di affitto, prima dell'acquisto definitivo».
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Dall'alto: Partridge Island, vicino a Halifax in Canada e, il castello Singer su Dark island, nello stato di New York
Secondo Renée Redmond della Private Islands Online, agenzia con sede in Canada, che opera principalmente via internet, «rivendere un'isola che non piace è difficile, perché il mercato è comunque abbastanza ristretto. Per trovare un acquirente ci vogliono in media tre anni». Quali sono i fattori da valutare, prima di fare una scelta così impegnativa? «Innanzitutto i titoli di proprietà e i vincoli sulla costruzione» risponde Vladi «per non scoprire troppo tardi che l'isola non è edificabile».
I costi dell'edilizia, tra l'altro, sono molto più alti che sulla terraferma. «Rendere abitabile un'isola selvaggia» spiega Redmond «richiede spesso il doppio dei soldi spesi per acquistarla. È necessario procurarsi almeno una pompa per l'acqua potabile (o un dissalatore, se non ci sono sorgenti), un generatore elettrico e un collegamento telefonico. E costruire un approdo per la barca o una pista d'atterraggio».

Anche la stabilità politica e la sicurezza sono importanti. In caso di rivoluzione non è raro che le proprietà degli stranieri vengano requisite. «Ci sono anche paesi, come l'Indonesia» ricorda Vladi «dove solo gli abitanti del luogo possono acquistare terreni. C'è chi si serve di prestanome, ma io lo sconsiglio: il rischio di truffa è altissimo».
In certe zone, poi, c'è pericolo che sull'isola del tesoro sbarchino moderni pirati. «O semplicemente che vi caschi in testa una noce di cocco» aggiunge Vladi «per questo non vendo isole che distano più di 90 minuti dall'ospedale più vicino». Insomma, va bene sentirsi Robinson Crusoe, ma con buon senso.

Tanto lo spirito di adattamento ci vuole comunque. «I proprietari più soddisfatti» sottolinea Redmond «sono persone che amano la natura e la libertà, sanno fare a meno del superfluo e non vengono prese dal desiderio improvviso di fare shopping. In genere i buoni isolani sono perfetti e appassionati yachtman».
Ma eventuali aspiranti dittatori dello Stato libero di Bananas possono abbandonare il loro sogno. Nessuno può pensare che acquistare un'isola significhi diventarne il re. Non esistono oggi, infatti, terre emerse che non appartengano a qualche stato sovrano e non siano, quindi, soggette alle loro leggi.

cina, un rimborso sulle tasse per rilanciare il mercato immobiliare

chongqing è una città della cina sud occidentale che sta scatenando in questi giorni un’interessante dibattito immobiliare. per far fronte alla crisi, il governo locale ha proposto un piano che prevede il rimborso del 40% delle tasse sul reddito dei nuovi detentori di un mutuo, fino al 2012. i sostenitori del programma sottolineano come l’iniziativa potrebbe dare linfa nuova al mercato immobiliare, importante indicatore del potere d’acquisto dei consumatori. non è altrettanto entusiasta il governo centrale: il rimborso delle tasse priverebbe le casse statali di una grossa fetta dei fondi previsti per risanare l’economia cinese globale. il timore principale è che altre grosse città possano seguire l’esempio di chongqing, che se ha pensato di agire in questo modo è anche perché ha sofferto la crisi immobiliare in modo più sensibile. se infatti, nel 2008, i prezzi delle abitazioni sono calati mediamente nel paese dello 0,4%, a chongqing il crollo è stato del 4,9% su base annuale

Bioedilizia: è partita la rivoluzione verde

(affari e finanza)

ormai non si tratta più di un “capriccio” per singole unità abitative: la “rivoluzione verde” si estende ai condomini, i grattacieli, interi territori. una nuova consapevolezza nutrita dalla crescente attenzione per l'ambiente. non è solo un discorso di etica, ma anche di risparmio energetico, fino al 20%, sul lungo periodo. e i progetti si sprecano: a chicago è grande l’attesa per la clean tower, una torre che sfrutterà l’energia del vento per garantire l’autosufficienza energetica. a dubai sorgerà invece la dynamic tower, grattacielo formato da 68 piani, ciascuno dei quali in grado di ruotare indipendentemente dagli altri. in questo caso, l’energia necessaria alle attività dell’edificio deriverà, oltre che dalle turbine eoliche e dai pannelli solari, anche dal movimento autonomo dei piani. anche nel nostro paese non mancano iniziative degne di nota: a milano, la riqualificazione del quartiere porta nuova prevede la creazione di una sorta di “bosco verticale”, con le piante che correranno lungo le pareti dell’edificio, ulteriormente arricchito da un nuovo parco circostante di 90mila m2

mercoledì 8 ottobre 2008

Mercati interbancari: Euribor immobile, aumenta lo spread

I timonieri delle banche centrali hanno tagliato i tassi di interesse dello 0,50%, una mossa coordinata presa contemporaneamente da Bce, Fed, Banca del Canada, Banca Nazionale Svizzera, Banca Centrale della Svezia e anche dalla Banca della Cina. Le Borse sembrano avere ignorato il segnale e sul mercato interbancario la riduzione del costo del denaro è stato praticamente ininfluente. Solo il tasso overnight sull'euro è sceso sotto il 4% allineandosi al nuovo livello del tasso della Bce (3,75%), il resto è rimasto pressoché come prima.

In particolare, i tassi Euribor, ai quali sono indicizzati i mutui a tasso variabile, non si sono praticamente mossi. L'Euribor 3 mesi viaggia al 5,30% con una riduzione di appena 0,09 rispetto alla situazione precedente il taglio. Prima del taglio della Bce, lo spread era di 114 punti base, 4,25% contro 5,39%. Ora è salito a 155 punti, 3,75% contro 5,30%. Paradossalmente si è ampliato lo spread tra il tasso Refi e il tre mesi. Tesissima la situazione dei tassi sul dollaro, con i Fed Funds ora all'1,50%, ma i broker quotano l'overnight tra 7,5%-8 per cento.

Con la mossa odierna, le banche centrali si sono smarcate dalle pressioni delle Cancellerie, ma hanno anche dimostrato che politica monetaria e gestione delle liquidità sono due cose assolutamente differenti. I tassi di mercato restano elevati nonostante il taglio del costo del denaro. La crisi di liquidità può essere contrastata con immissioni di liquidità, ma poco si può fare se il rischio riguarda la solvibilità delle controparti.

Il denaro fornito generosamente dalle banche centrali al sistema bancario resta gelosamente custodito nei depositi che le stesse banche tengono presso le banche centrali. Una situazione drammatica e paradossale che non ridà fiato ai mercati.

Tassi: taglio coordinato (50 p.b.) delle principali banche centrali


(sole24ore)


FRANCOFORTE - Le principali autorità monetarie del mondo hanno annunciato oggi un ribasso coordinato del costo del denaro. Il tentativo è di rispondere all'emergenza creata dalla crisi creditizia e di ridare fiducia ai mercati finanziari. Il tasso di riferimento della Banca centrale europea passa quindi dal 4,25 al 3,75%.


La decisione giunge all'improvviso, fuori da qualsiasi calendario. A partecipare alla mossa coordinata sono oltre alla Bce, anche la Federal Reserve (che ha portato i Fed Funds all'1,5%, e il tasso di sconto all'1,75%), la Riksbank svedese (al 4,25%), la Banca centrale canadese, la Banca d'Inghilterra(al 4,5%) e la Banca centrale svizzera (tassi base tagliati di 50 punti base, banda di oscillazione del Libor al 2-3%).


E' intervenuta anche la Banca centrale cinese con un taglio dello 0,27%: la riduzione avrà effetto da domani, con il tasso-base abbassato dal 7,20% al 6,93%. Pechino ha inoltre tagliato del 50% il livello delle riserve obbligatorie previsto per gli istituti bancari con effetto a partire dal prossimo 15 ottobre. Non è intervenuta la Banca centrale del Giappone che gia da tempo ha i tassi di interesse al minimo assoluto (0,5%), preferendo intervenire sul mercato iniettando liquidità. Infine la Banca centrale del Canada ha tagliato il tasso overnight di 50 p.b. che scende al 2,50 per cento.


In un comunicato, la Bce ha spiegato che la scelta coordinata è "senza precedenti". Giunge dopo che il consiglio direttivo dell'istituto monetario aveva aperto la porta a una riduzione del costo del denaro appena una settimana fa, in occasione di una conferenza stampa del presidente Jean-Claude Trichet. La Bce spiega oggi che la decisione è stata possibile perché nella zona euro i rischi inflazionistici sono diminuiti e le aspettative di inflazione sono stabili.La scelta di coordinare la riduzione del costo del denaro riflette bene la gravità della situazione. Da finanziaria la crisi è ormai diventata bancaria. Nel mondo industrializzato molti istituti di credito sono in crisi di liquidità e alla ricerca di nuovo capitale. Proprio oggi, il Governo inglese ha annunciato un piano che prevede la parziale nazionalizzazione del settore creditizio.


In Spagna, l'Esecutivo ha creato un fondo che riacquisterà le obbligazioni di cattiva qualità per aiutare i bilanci delle banche. In Italia, il Governo dovrebbe annunciare in giornata nuove misure per aiutare banche e risparmiatori.Ormai, anche in Europa, non solo negli Stati Uniti, la tempesta finanziaria scoppiata nell'estate 2007 ha scatenato una doppia risposta: monetaria e fiscale. Per uscire dalla crisi creditizia, l'establishment europeo ha deciso di utilizzare le due leve a sua disposizione. È la conferma di quanto grave sia la situazione.


Non si possono escludere ulteriori novità da parte delle autorità monetarie europee. Il ribasso dei tassi d'interesse annunciato oggi aiuta la fiducia delle famiglie e risponde alle incertezze economiche, ma non risolve di per sé il problema di sfiducia che da mesi ormai sta attanagliando il mercato monetario.A trenta minuti dall'annuncio dell'allentamento monetario non si segnalava una discesa significativa dei tassi di interesse di mercato. Il tasso d'interesse overnight in euro si è portato sotto il 4% in linea con il nuovo tasso di riferimento della Bce. Ma il resto della curva appare ancora in tensione. Il tasso a tre settimane rimane al 4,95%. Quello a tre mesi viaggia intorno al 5,30% con una riduzione di appena lo 0,09 rispetto alla situazione precedente il taglio al costo del denaro.

domenica 21 settembre 2008

Mercato immobiliare Cinese


(Corriere della Sera)


il mercato immobiliare cinese è a rischio di crollo, a causa dei prezzi delle abitazioni e le transazioni sono in calo, con un calo degli utili per le banche. lo rilevano gli analisti di morgan stanley in una nota riportata ieri dall’agenzia bloomberg

Ferragamo veste il grattacielo vip di Dubai


(Fin&Merc)


la Salvatore Ferragamo Italia ha siglato un accordo con trident International holdings, gruppo del real estate alta gamma degli emirati arabi uniti.


Tale accordo commissiona alla casa di moda italiana la realizzazione dell’interior design di alcune esclusive penthouse nel “pentominium”, cioè il grattacielo che a lavori ultimati diverrà il più alto edificio residenziale del mondo: una torre di oltre 500 metri che si sviluppa su 120 piani con servizi da nababbi riservati ai futuri possessori delle 120 penthouse

Annunciato il commissariamento di Freddie Mac e Fannie Mae


(Guardian)


Il governo Americano salva Freddie Mac e Fannie Mae, le due maggiori banche di mutui del paese travolte dalla crisi dei subprime.


Il ministro del tesoro Henry Paulson ha annunciato il commissariamento delle due agenzie semipubbliche di prestiti ipotecari a rischio di fallimento, una delle più costose operazioni di salvataggio del settore privato mai avvenute.


Entrambi i management sono stati rimpiazzati e sono in arrivo nuovi capitali per rilanciare le due aziende, il piano di salvataggio ha potuto contare sul pieno appoggio di Bernake, numero uno della Federal Riserve.


I due colossi americani gestivano fino a poco tempo fa la metà dei mutui aperti negli stati uniti, ma la crisi dell’ultimo anno ha portato i loro conti in rosso generando debiti per 14 miliardi di dollaria

sabato 30 agosto 2008

Mercato Immobiliare Indiano in crisi!!!


(the economist)


Fino a meno di un anno fa il mercato immobiliare indiano viveva una fase di crescita economica senza precedenti.

Le aziende richiedevano nuovi spazi per i loro uffici e una emergente e ambiziosa classe media richiedeva continuamente case di lusso. Il settore aveva anche beneficiato dell'apporto del governo che aveva esemplificato la legislazione per gli investimenti stranieri nel settore immobiliare.


Le imprese di costruzioni erano quelle che più beneficiavano del boom economico, poi per l'incremento del prezzo del petrolio, l'inflazione al 12% e la salita dei tassi di interesse hanno via via scoraggiato gli investimenti nel mattone convertendo le imprese di costruzioni, da capofila dell'economia indiana, nei principali responsabili del suo rallentamento

Crolli record per il mattone U.S.A.


(ilsole24ore)


Negli stati uniti l'indice case-shiller che misura il prezzo delle case nelle prime 20 città americane è crollato del 15,9% annuo in giugno.

si tratta del diciottesimo calo consecutivo, il più sensibile nella storia dell'indice. nonostante il calo record del prezzo delle case su base annua, il settore immobiliare USA sembra dare qualche segnale di ripresa: nelle 20 maggiori aree metropolitane i valori sono scesi dello 0,5% rispetto al mese di maggio (-0,9%), pochissimo se confrontato ai crolli del 2-2,5% registrati a inizio 2008.


In 9 città su 20 si è registratto addirittura incremento dei prezzi.


Le vendite di case nuove a luglio sono cresciute del 2,4%, incrementi del 3,1% il mattone già esistente. segnali confortanti dunque, tuttavia le compravendite hanno segnato a luglio una consistente frenata, -13% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso

venerdì 11 luglio 2008

Affondano le speranze di un immediato recupero del mattone USA

(Financial times)

le speranze di una ripresa del tribolato mercato statunitense sembrano momentaneamente congelate dopo la pubblicazione di una inattesa e brusca caduta delle vendite immobiliari nel mese di maggio (-4,7%). l'indice dell'associazione nazionale di agenti immobiliari (nar), che rileva il numero di compromessi tra acquirenti e venditori è sceso dell'88,9% ad aprile e dell'84,7% a maggio. le buone performance di aprile avevanno riacceso le speranze di un rapido recupero del mercato immobiliare anche perchè i procacciatori di affari si erano riattivati per acquistare a buon mercato case economiche nelle zone colpite più duramente dalla crisi dei prestiti spazzatura. inoltre, i piccoli progressi dei prezzi degli immobili in alcune grandi città, come boston o chicago, tra marzo e aprile avevano contribuito a generare del cauto ottimismo. ora molti economisti fanno marcia indietro e affermano che è ancora è presto per parlare di inversione di tendenza del settore immobiliare

fitch ottimista sul futuro di dubai

(Financial Times)

il vivace mercato immobiliare di dubai si avvicina al perfetto punto di equilibrio tra la domanda e offerta. secondo un rapporto dell'agenzia internazionale di valutazione del credito fitch, le nuove costruzioni immesse sul mercato toccheranno il punto massimo nel 2009-2010. nello stesso periodo potrebbe anche registrarsi nella città stato, dove si sta edificando a pieno ritmo spazi commerciali, un eccesso di offerta di spazi ad uso commerciale e da ufficio. intanto gli investitori stranieri stanno contribuendo a far crescere i prezzi degli immobili. i principali compratori di dubai sono indiani, arabi e inglesi, secondo le statistiche del governo. con una offerta basata sul residenziale di lusso e grandi spazi commerciali, l'entrata in scena di mercati emergenti e competitivi di abu dhabi e doha, secondo fitch la capacità attrattiva di dubai andrà ulteriormente ad incrementare la domanda straniera

La reazione del mercato Americano alla sovrabbondanza di case vuote.

(the Economist)

al termine del primo trimestre del 2008 nel mercato statunitense c'erano 2,3 milioni di case vuote con un incremento di 160 mila unità abitative rispetto alla fine del 2007.
questo surplus di offerta continua a far calare i prezzi rendendone difficile la stabilizzazione. la situazione ha generato alcune situazioni davvero paradossali: per esempio in un quartiere semi-abbandonato di atlanta, gli speculatori, non potendo vendere le case, hanno pagato delle persone senza casa perchè le occupassero.

lawrence lindsey dell'american enterprise institute ha aaddirittura proposto di facilitare le concessioni di permessi di soggiorno e di lavoro per gli stranieri che siano disposti a investire almeno 10 milioni di dollari per un appartamento, impegnandosi a mantenere tale impegno per lo meno per 5 anni. secondo lindsey, con 100.000 persone disposte a questo genere di sacrificio si otterrebbe 1 milione di dollari, con una forte riduzione dello stock di abitazioni libere. considerato lo scenario a tinte fosche del mercato del lavoro statunitense e il crollo del valore delle case però soltanto gli stranieri con maggiori disponibilità economiche saranno disposti a questo

domenica 29 giugno 2008

la vendita di un attico per più di 19 milioni di euro batterà tutti i record

(financial times)

la nakheel, società di sviluppo immobiliare di dubai, pensa di vendere un attico nelle torri di donald trump, per più di 19 milioni di euro. le due torri, che verranno ultimate nel 2011, costituiranno la porta d'ingresso di palm jumeirah, un isola artificiale al largo della costa di dubai. proprio trump si è riservato una delle 399 residenze della torre, si tratta della prima incursione del magnate nel medio oriente.

il mercato immobiliare di dubai sta vivendo un boom pari allo sviluppo della città stato capace, in questi anni, di attrarre il surplus di petrodollari generato dal drastico rincaro del greggio. secondo colliers international, i prezzi degli immobili di dubai sono schizzati del 78% nel primo trimestre di quest'anno in relazione allo stesso periodo dell'anno scorso. ciononostante, dubai continua a inseguire nella graduatoria dei prezzi città come new york e londra

martedì 3 giugno 2008

Banche, torna la paura default

(Sole 24 ore)

Se le teste rotolano, vuol dire che la crisi avanza. Per questo nessuno ieri è riuscito a leggere qualcosa di positivo nel licenziamento di G. Kennedy Thompson, Ceo di Wachovia e nel ridimensionamento degli incarichi di Kerry Killinger, il capo di Washington Mutual: per il mercato, le due notizie, hanno prodotto un ritorno improvviso ai dolori della crisi subprime, ancora alla radice dei problemi delle due banche, proprio quando sembrava che le cose volgessero al meglio.
Le ricadute di queste due notizie le abbiamo subito viste sul mercato. I due titoli hanno trascinato al ribasso un po' tutti i bancari, anche i più grandi, come J.P Morgan Chase, Bank of America, Citigroup, che hanno registrato diminuzioni medie del 2%. Hanno indotto Standard and Poor's a ridurre ieri il merito di credito di Merrill Lynch, Lehman Brothers e Morgan Stanley perché hanno utilizzato "titoli ibridi" per rafforzare il loro capitale. S&P ha anche emesso un "warning", un "avvertimento", per Bank of America e J.P. Morgan Chase proprio per la fragilità del settore subprime. Il mercato non l'ha presa bene. Nel durante l'indice Dow Jones perdeva fino all'1,4%, al ribasso di 182 punti, poi, in chiusura ridimensionava le perdite al l'1,06%, 134,50 a quota 12.503,82. Le notizie hanno anche scatenato una ridda di pettegolezzi. Si dice che il cambiamento ai vertici di Wachovia, dove le redini andranno ad interim a Lanty L. Smith, presidente indipendente (proprio come capitò a Merrill Lynch) preannunciano una nuova forte contabilizzazione in perdita per il prossimo trimestre, forse alcuni miliardi di dollari.

Nessuno dunque ha creduto alle parole di Smith. Il nuovo Presidente ha cercato di rassicurare. Ha escluso che vi sarà bisogno di nuovi aumenti di capitale e ha detto che i problemi di Golden West, la Cassa di risparmio con forti esposizioni ai prestiti subprime che Wachovia acquistò nel 2006, non rappresenta più un problema serio per i bilanci della banca. Le cose sono ancora più tristi per Washington Mutual. Il titolo aveva già subito una delle cadute più forti del settore, da quando la crisi subprime ha messo in ginocchio anche i colossi del comparto. Era passato da un massimo di quasi 45 dollari per azione, meno di un anno fa, a 8,96 dollari per azione alle quotazioni di ieri. Non solo, si dà per certo che il ridimensionamento di Killinger sarà soltanto l'anticamera del suo licenziamento e, ovviamente, come da copione, di nuove rivelazione negative sui bilanci della banca, un ex gioiellino che occupa 60.000 persone e ha un fatturato di 16 miliardi di dollari. Almeno, cosi affermano gli analisti di Citi, Ubs e Deutsche Bank. Mike Mayo, proprio di Deutsche Bank ieri ha scritto: «Continuiamo ad avere un orientamento al ribasso e questa mossa sottolinea le nostra preoccupazione per un possibile deterioramento di attività patrimoniali».

Come sappiamo, quando si deteriora la posizione di una banca il rischio di un effetto domino è sempre possibile. Quando le banche sono due, anzi, tre in un giorno, se aggiungiamo la crisi della banca inglese Bradford & Bingley, il rischio diventa quasi certezza.M.P.

Crisi mutui, per Lehman perdite da 2 miliardi $

(sole24ore)

Lehman Brothers potrebbe ricorrere a un nuovo aumento di capitale da 3-4 miliardi di dollari.

Un segnale questo del fatto che la banca si prepara a svelare i primi conti in rosso dal giorno della sua quotazione in borsa con perdite legate a svalutazioni che potrebbero toccare i 2 miliardi di dollari. Lo riferiscono il Wall Street Journal e Bloomberg citando fonti vicine all'istituto secondo le quali l'operazione potrebbe avvenire attraverso un'emissione di azioni comuni che potrebbe essere annunciata contestualmente ai risultati trimestrali, la cui pubblicazione è prevista il 16 giugno.

La banca d'affari Usa si prepara a chiudere il secondo trimestre con perdite comprese tra i 50 e i 75 centesimi per azione, secondo gli analisti di Oppenheimer & Co. e Bank of America Corp. Lehman quest'anno ha perduto il 48% nel trading a Wall Srreet, la peggiore performance tra gli 11 membri dell'Amex Securities Broker/Dealer Index.

sabato 17 maggio 2008

Il prezzo delle case negli USA soffre la maggiore caduta dal 1979

(Financial Times)

La traiettoria discendente del mercato immobiliare statunitense sembra ancora lontana dal volgere al termine. l'indice di prezzi delle case unifamiliari è sceso del 13,6% in 10 città. si tratta della maggiore caduta dall'inizio dei rilevamenti, nel 1987. le città più colpite sono state miami e las vegas, dove il valore della caduta è stato rispettivamente del 21,7% e del 22,8% nel 2007 rispetto all'anno precedente. l'inventario di case invendute è ai massimi dal 1981 e il numero di pignoramenti continua a crescere.

adesso si chiede a fannie mae e freddie mac, società finanziarie sostenute dal governo statunitense uno sforzo per puntellare i prezzi delle case e facilitare l'accesso ai mutui di possibili nuovi acquirenti

Il mercato ucraino inizia a cambiare ed entrano investitori stranieri

(Financial Times)

Anche se nella scorsa decade gli investitori nazionali hanno conquistato posizioni di prestigio nel mercato immobiliare ucraino e molti sono divenuti milionari dalla sera alla mattina, dal 2004 ha avuto luogo l'ingresso di investitori stranieri nel paese. così, secondo gli esperti, la domanda di spazi residenziali e commerciali di qualità continuerà a essere elevata a corto raggio, tuttavia gli elevati prezzi attuali non saranno sostenibili a lungo e presto si potrebbe assistere a delle correzioni perchè il mercato immobiliare ucraino è sette anni indietro rispetto a quello europeo

Tokio regina degli affitti, Roma prima in italia

è tokyo la città con gli affitti più cari del mondo: 3.117 euro/mese per un bilocale, 5mila per un quadrilocale non arredato. al secondo e al terzo posto della graduatoria elaborata dalla camera di commercio di milano new york (3.040 euro/mese per un bilocale) e la città cinese di tianjin (2.280 euro/mese). tra le europee è londra la capofila, mentre per l'italia il primato spetta a roma - ventinovesima nella classifica generale delle città con gli affitti più cari - con 800 euro in media per un bilocale e 1.800 euro/mese per un quadrilocale. milano rimane stabile al 42mo posto della graduatoria mondiale con una media di 920 euro/mese per un bilocale e 1.350 euro per un quadrilocale. la città più economica in europa è budapest, al mondo tunisi (139 euro/mese)